Aveva 24 anni, amava viaggiare e stava costruendo il proprio futuro all’Università degli Studi di Bergamo, dove frequentava la facoltà di Economia ed era ormai prossimo alla laurea. Matteo Gianturco, di Monza, è una delle tredici vittime del disastro aereo avvenuto in Perù durante un volo turistico sulle Linee di Nazca. In vacanza con i genitori Paolo e Cristina Maria Bianco, il fratello minore Pietro e gli amici della famiglia Angelucci, il giovane ha perso la vita nello schianto del piccolo velivolo, una tragedia che ha sconvolto la Brianza e la comunità accademica bergamasca.
Il cordoglio dell’Università di Bergamo

La notizia della morte di Matteo ha profondamente colpito l’Università degli Studi di Bergamo. Il giovane frequentava la facoltà di Economia e si preparava a concludere il proprio percorso di studi. In una nota, il rettore Sergio Cavalieri e l’intera comunità accademica hanno espresso vicinanza ai familiari, ricordando Matteo con profondo cordoglio e stringendosi attorno a chi è stato colpito dalla tragedia.
La famiglia Gianturco
Come riportano i colleghi di PrimaMonza, i Gianturco vivevano nel centro di Monza. Paolo Gianturco, 59 anni, era manager di Deloitte e collaborava anche con l’Università Bocconi e il Politecnico di Milano, dove era considerato un professionista di riferimento nel settore della consulenza finanziaria. La moglie Cristina Maria Bianco, 57 anni, era cofondatrice e amministratrice delegata di Aegis, società specializzata nel recruiting, nell’HR consulting e nell’executive search.
Il figlio minore Pietro, di 18 anni, frequentava ancora il Collegio Villoresi. L’intera famiglia si trovava in Perù per una vacanza insieme agli amici di sempre, gli Angelucci.
Il Comune di Monza ha espresso il proprio cordoglio, mentre il sindaco Paolo Pilotto ha ricordato i due ragazzi come giovani desiderosi di conoscere il mondo e nuove culture. Anche Deloitte e Aegis hanno voluto rendere omaggio a Paolo e Cristina, ricordandone le qualità professionali e umane.
Gli Angelucci di Seregno
Sul velivolo viaggiava anche la famiglia Angelucci, residente a Seregno. Massimo Angelucci, 58 anni, era titolare dell’azienda Ima Tecno di Lissone insieme alla moglie Elena Sala, che lo affiancava nell’attività. Con loro ha perso la vita anche il figlio Lorenzo, 24 anni, laureatosi poche settimane fa in Ingegneria al Politecnico di Milano.
Anche il Comune di Seregno ha diffuso un messaggio di cordoglio, ricordando il forte legame di amicizia che univa gli Angelucci ai Gianturco e manifestando vicinanza ai familiari delle vittime.
Le indagini sul disastro
Le sette vittime italiane facevano parte di un gruppo di tredici persone a bordo del piccolo aereo della compagnia peruviana Aerodiana.
Secondo le prime ricostruzioni, il velivolo è precipitato nella zona di Pueblo Viejo durante il sorvolo delle Linee di Nazca, prendendo fuoco dopo il violento impatto. Nessuno è sopravvissuto e le autorità peruviane hanno aperto un’indagine per chiarire le cause dell’incidente.