Una festa che poteva finire in tragedia. Fortunatamente le cose sono andate per il meglio, ma nel pomeriggio di oggi (domenica 31 maggio) se la sono vista brutta alcuni spettatori, un passeggero e un pilota della 22ª edizione dell’Historic Gran Prix andato in scena lungo il suggestivo circuito delle Mura di Città Alta a Bergamo.
Il terribile schianto
All’altezza del Parking Fara, infatti, una Ferrari (forse una GTS Turbo) proveniente dal bivio tra via della Fara e via San Lorenzo e diretta verso Sant’Agostino ha sbandato e si è andata a schiantare contro un albero che costeggia il viale. Lì erano presenti alcuni spettatori, tra cui Marco Antonio, che ha ripreso quegli istanti.
L’autore del filmato, ancora scioccato, racconta: «Se non ci fosse stato quell’albero, non sarei qui a parlare». Il pilota ha perso il controllo del mezzo in accelerazione, in uscita da un curva rapida. Non si può escludere che sull’asfalto ci fosse dell’olio. Di certo, è quasi un miracolo che non si sia fatto male nessuno.
Nessun ferito grave
Racconta ancora Marco Antonio: «A bordo erano in due, penso padre e figlio. Il più anziano era sul lato passeggero ed è parso illeso, è uscito da solo senza il mio aiuto. Al volante c’era invece il giovane: aveva sbattuto la testa, è uscito da solo ma poi si è seduto a lato. Ha preso sicuramente un colpo forte, ma non sembrava grave. Aveva un segno sulla tempia. È stato portato via in ambulanza, ma con tranquillità».
Erano 130 i mezzi storici presenti
La Ferrari era una delle 80 autovetture che hanno partecipato all’evento, a cui vanno aggiunte 60 motociclette. Numeri da record. Tutti mezzi storici, che hanno ridato vita all’atmosfera del Gp vinto da Tazio Nuvolari nel 1935 (alla guida dell’Alfa Romeo P3), evento che l’Historic Gran Prix ricorda annualmente. Dopo l’esposizione, andata in scena la mattina, nel pomeriggio, dalle 14, è andata in scena la “corsa”, che ha seguito il tracciato di circa 3 km lungo le Mura.
Durante la manifestazione sono stati raccolti fondi a favore dell’associazione Spazio Autismo. E per fortuna, alla fine, possiamo limitarci a raccontare solo “il bello” dell’evento, sebbene tutto potesse davvero finire in tragedia…