Lunedì 23 marzo

Tragico gesto al San Gerardo di Monza: infermiera 30enne si toglie la vita

Era stata da poco assegnata alla Terapia intensiva per far fronte all’emergenza Coronavirus

Tragico gesto al San Gerardo di Monza: infermiera 30enne si toglie la vita
24 Marzo 2020 ore 16:20

Tragedia all’ospedale San Gerardo di Monza. Un’infermiera trentenne, assegnata alla Terapia intensiva, si è suicidata ieri, lunedì 23 marzo. Ne danno notizia i colleghi di primamonza.it.

In un reparto chiuso. Una infermiera trentenne del San Gerardo è salita fino all’undicesimo piano, in un reparto chiuso per lavori, e qui si è tolta la vita. Il corpo senza vita è stato poi trovato da una squadra di operai che avrebbe dovuto riprendere gli interventi. Sconosciuti i motivi di questo tragico gesto, la trentenne era stata da poco assegnata alla Terapia intensiva per far fronte all’emergenza Coronavirus.

La posizione della Federazione nazionale delle professioni infermieristiche. Sulla tragedia è intervenuta anche la Fnopi che ha prospettato un possibile collegamento tra il gesto e la pressione cui, ogni giorno in questa fase di emergenza, il personale infermieristico è sottoposto. «La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche esprime tutto il dolore e la costernazione degli infermieri alla notizia di una giovane collega che non ce l’ha fatta più e tutti i 450mila professionisti presenti in Italia si stringono uniti e con forza attorno alla famiglia, agli amici e ai colleghi.   L’episodio terribile, purtroppo, non è il primo dall’inizio dell’emergenza COVID-19 (analogo episodio era accaduto una settimana fa a Venezia, con le stesse motivazioni di fondo)  e anche se ci auguriamo il contrario, rischia in queste condizioni di stress e carenza di organici di non essere l’ultimo. Ma non può certo nemmeno essere commentato ora. È sotto gli occhi di tutti la condizione e lo stress a cui i nostri professionisti sono sottoposti e di questo e di quanto sarebbe stato possibile fare in tempi non sospetti e che ora riteniamo sia non solo logico e doveroso, ma indispensabile fare, riparleremo quando l’emergenza sarà passata. Ora non è il momento, ora è il momento solo di piangere chi non ce l’ha fatta più. Non facciamo la conta dei positivi e dei decessi per COVID-19, che non sono davvero pochi. Ognuno di noi ha scelto questa professione nel bene e, purtroppo, anche nel male: siamo infermieri. E gli infermieri, tutti gli infermieri, non lasciano mai solo nessuno, anche a rischio – ed è evidente – della propria vita. Ora però basta: non si devono, non si possono, lasciare soli gli infermieri».

L’Azienda ospedaliera. «Siamo rimasti fortemente scossi dall’apprendere che la nostra infermiera abbia compiuto un gesto così estremo. Ho espresso al padre della nostra infermiera la nostra forte vicinanza in questo momento di enorme dolore, che si somma alla difficilissima situazione emergenziale che stiamo fronteggiando. La collega era a casa in malattia dal 10 marzo e non risultava in stato di sorveglianza per positività accertata o in corso di accertamento. Sono in corso al momento le verifiche da parte delle competenti autorità giudiziarie».

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