Lotta ai germi

3 mosse per combattere l’influenza quando attacca i nostri bambini

3 mosse per combattere l’influenza quando attacca i nostri bambini
Cronaca 15 Marzo 2019 ore 09:04

Siamo ancora in piena stagione: raffreddore, tosse, mal di gola, otiti e febbre, ovvero tutto il gruppo delle malattie da raffreddamento, covano ancora i loro germi. Pronti ad attaccare soprattutto i più piccoli, i bimbi al di sotto dei 2 anni, a maggior ragione se frequentano nidi e asili dove la probabilità di contagio è più alta. Se i malanni di stagione si fanno ancora vivi in queste settimane dell’anno, ci sono tre mosse salutari da mettere in atto per favorire una più pronta guarigione. Parola degli esperti.

 

 

Perché i bimbi si ammalano più facilmente dei grandi? La risposta è presto data: perché il loro sistema immunitario è ancora in crescita e, dunque, non è dotato di tutte le difese necessarie a fare da barriera a ogni agente infettivo che prova ad attaccare la buona salute. Ci vogliono almeno cinque anni prima che i piccoli si irrobustiscano e riescano a “schierare” le proprie sentinelle e gli anticorpi. Dunque, mamme e papà, rassegnatevi alla possibilità che il vostro bimbo si ammali di più in questi primi anni di vita. Poi andrà meglio e gli episodi caleranno. Se si tratta di stati influenzali che colpiscono le vie respiratorie, potete però favorire un pronto recupero agendo con alcune “robuste” misure pratiche e preventive.

  1. Lotta ai germi. Come si fa? L’alimentazione serve e un ricco apporto di frutta e verdura sono un buon inizio per allontanare il rischio dei malanni di stagione. Tuttavia è necessario adottare anche qualche misura pratica, di igiene prima di tutto. Niente di complicato, perché basta fare attenzione a non esporre il bimbo a fumo passivo, evitare di dargli frequentemente il ciuccio o comunque ricordarsi di pulirlo accuratamente di quando in quando e, soprattutto, cambiare l’aria nella stanzetta del vostro piccolo. Non ultimo, se le infezioni alle vie respiratorie arrivano, previo consulto pediatrico sarebbe bene effettuare almeno due volte al giorno dei lavaggi nasali con acqua fisiologica per evitare che i batteri scendano dal naso nella laringe. E voi grandi, cosa dovete fare d’altro? Lavarvi spesso le mani, soprattutto prima e dopo aver accudito il vostro bimbo per evitare la possibile contaminazione con germi portati dall’esterno.
  2. Dare tempo al tempo. La fretta non è mai una buona consigliera, neanche quando si tratta di debellare gli stati influenzali. Occorre, infatti, concedere almeno una settimana di sfogo, periodo necessario per eliminare il virus e le sue manifestazioni, perché “sfebbrare”, dicono gli esperti, non significa che l’infezione sia completamente passata. Accelerare i tempi della convalescenza potrebbe comportare due rischi: rendere il vostro piccolo un potenziale veicolo infettivo per altri bimbi ed esporlo al ricontagio da parti di altri germi. Una azione importante, quella dell’attesa, tanto più che circa un bimbo su quattro, precisano ancora gli esperti, è più delicato. C’è una forma di prevenzione? Sì. Limitare a un massimo di cinque ore al giorno la presenza dei piccoli “in comunità”, perché la vicinanza con altri bimbi aumenta il rischio di contagio, che sale ulteriormente durante il periodo della nanna.
  3. Un “supporter”. C’è sempre qualcuno o qualcosa che può aiutare. Ad esempio, nei piccoli alle prese con l’influenza o che devono difendersi da essa potrebbe essere indicata (ma anche in questo caso è meglio consultare il medico referente) una integrazione di vitamina D. Questa stimola il lavoro del sistema immunitario quando non può essere efficacemente attivato dal sole per il limitato tempo passato all’aria aperta. Fate però attenzione al sovradosaggio di questa sostanza, perché gli eccessi potrebbero fare più male che bene. Attenetevi alle strette prescrizioni del medico, il quale, in alternativa, potrebbe valutare anche l’uso di immunomodulanti, sostanze in grado di stimolare l’immunità innata, aumentando così le difese. Sono invece inefficaci o hanno un effetto molto blando nell’innalzare le difese le grotte di sale, i prodotti omeopatici e i probiotici. Gli antibiotici? No, non sono indicati per le infezioni delle vie respiratorie, salvo casi particolari che andranno valutati dal medico curante.
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