In occasione del loro capodanno

La sfida dei tibetani alla Cina per gli 80 anni del Dalai Lama

La sfida dei tibetani alla Cina per gli 80 anni del Dalai Lama
25 Febbraio 2015 ore 15:21

Asianews, noto sito d’informazione online che si occupa principalmente delle vicende che interessano l’Oriente e il Medio Oriente, ha rivelato che quasi tremila buddisti dei distretti rurali di Ngaba e Golok (Tibet) hanno sfruttato le festività del nuovo anno lunare – e quindi la ricorrenza del Capodanno cinese – per festeggiare pubblicamente gli 80 anni del Dalai Lama. Il gesto non può passare inosservato perché rappresenta una vera e propria sfida alle autorità cinesi. È forse utile ricordare che il Tibet, la grande regione dell’Asia orientale, è ancor oggi sotto la dominazione cinese. Dopo esser stata per diversi secoli colonia della dinastia imperiale cinese, nel 1911 era riuscita a raggiungere la propria indipendenza. Ma poi tra il ‘49/’50 la quasi totalità del territorio tibetano è finito nuovamente sotto la bandiera della Repubblica Popolare Cinese.

Durante i festeggiamenti non si sono verificati scontri con le autorità cinesi. Come spiega Asianews: «Per ora il governo locale non sembra voler reagire. Pechino definisce il Dalai Lama «un lupo travestito da monaco» e accusa lui e il governo tibetano in esilio di voler «dividere il Paese». In realtà, già da decenni il leader buddista non chiede più l’indipendenza, ma soltanto autonomia religiosa e culturale per il Tibet, annesso dalle truppe maoiste nel 1949. Secondo il governo centrale, esiste invece una «cricca fedele al lupo che opera persino all’interno delle strutture comuniste per scopi indipendentisti». Per omaggiare il Dalai Lama i fedeli hanno esposto nella piazza della città una sua immagine a grandezza naturale. Secondo il nostro calendario il Dalai Lama avrebbe dovuto festeggiare il compleanno il 6 luglio, ma nella tradizione del buddismo tibetano gli 80 anni di un maestro vengono celebrati con l’arrivo dell’Anno lunare in cui vengono compiuti.

 

dalai lama ansa 1

 

Il buddismo in Tibet. Il Buddismo in Tibet arriva nel VII secolo d.C., quando tantissimi studiosi ed eruditi iniziano a giungere in questa regione dalle grandi Università monastiche dell’India. Nel tempo, i testi sacri del Buddismo iniziano a essere tradotti anche in tibetano e questo è un fatto molto importante dato che con questo gesto la cultura e il credo buddista iniziano a far parte della storia e della tradizione di questo popolo. Molti storici e studiosi sostengono che il “Buddismo tibetano” abbia dei tratti propri con significative differenze dal buddismo in quanto tale, ma tutti i Maestri che nel corso dei secoli hanno consacrato la loro vita a questo credo hanno sempre sottolineato la continuità e l’assoluta coerenza dei dettami della tradizione religiosa del Tibet con l’Insegnamento dato da Buddha tredici secoli prima in India. È comunque vero che ci sono diverse scuole di pensiero all’interno del buddismo tibetano. Le più note sono quattro: Kagyupa, Nigmapa, Sakyapa e Ghelugpa. Quest’ultima è al momento la più diffusa e deve la sua origine a Lama Tzong Khapa (1357 – 1419), un grande Maestro che, grazie ai suoi approfonditi studi, riordinò in un unico testo l’intero corpus dell’insegnamento di Buddha, fornendo il percorso spirituale che ogni praticante buddista deve seguire.

 

http://youtu.be/zN66wH63jcw

 

Tenzin Gyatso. L’attuale Dalai Lama è nato il 6 luglio 1935, da una famiglia contadina di un piccolo villaggio nel nord-est del Tibet e nel 1940 è stato ufficialmente riconosciuto come reincarnazione del suo predecessore, il 13° Dalai Lama. Gli studi che lo avrebbero introdotto all’importante carica cui era destinato sono iniziati quando aveva solo sei anni. Nel frattempo, al quindicesimo anno d’età, ha assunto i pieni poteri politici del suo Paese (capo di Stato e di governo), mentre il Tibet stava trattando con la Cina per impedire che fosse nuovamente invaso dalle truppe mandarine. Non fu trovato alcun accordo e così, alla fine del 1959, il Dalai Lama fu costretto all’esilio rifugiandosi in India. Dal 1960, spende le sue giornate dedicandosi alla difesa dei diritti del suo popolo, sempre in modo non violento, rivolgendo appelli a tutti gli organismi democratici internazionali. Nello stesso tempo, il Dalai Lama non ha mai smesso di dare insegnamenti e iniziazioni in varie parti del mondo oltre che fare appelli alla responsabilità individuale e collettiva per un mondo più pacifico e giusto. Nel 1989 è stato insignito del Premio Nobel per la Pace.

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