Il viaggio era finito da pochi minuti. L’aereo atterrato nella notte, il silenzio del parcheggio, la stanchezza addosso dopo due giorni di lavoro. Poi la scena che Andrea Montini dice di non riuscire ancora a togliersi dalla testa: la sua auto, lasciata nel parcheggio coperto P3 dell’aeroporto di Orio al Serio, era stata letteralmente smontata pezzo dopo pezzo.
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Quando venerdì 16 maggio, intorno all’1.30 di notte, l’imprenditore bresciano ha raggiunto la sua Bmw, all’inizio non aveva nemmeno capito cosa fosse successo. Il parcheggio, racconta, era quasi completamente al buio. Solo una volta arrivato vicino all’auto si è accorto che il cofano non c’era più. E nemmeno i fari, il paraurti, il radiatore e diverse parti del motore. «Mi sono seduto al volante e guardando davanti ho realizzato che mancava tutto il muso della macchina», racconta al Corriere Bergamo.
Un colpo difficile da assorbire, anche perché l’auto era rimasta lì appena due giorni. L’aveva parcheggiata mercoledì a mezzogiorno, dopo non essere riuscito a trovare posto nel P2. «Sono finito al P3, pagando 29 euro al giorno. Mai avrei immaginato una situazione del genere».
Sui social, poche ore dopo, ha affidato la sua rabbia a un messaggio durissimo: «Bergamo non mi vedrà più». Dopo la scoperta, Montini ha cercato aiuto. Prima una telefonata alla moglie, poi il tentativo di trovare qualcuno nell’area parcheggi o in aeroporto. Ma, racconta, senza successo. «Non c’era nessuno. Ho aspettato da solo il bus navetta per tornare verso il terminal e cercare la Polaria. Mi sono sentito completamente abbandonato».
Il danno economico, secondo una prima stima, supera i 20 mila euro, ai quali si aggiungono almeno due mesi di fermo del veicolo. Nei giorni successivi Montini ha sporto denuncia, sottolineando anche un altro aspetto che ritiene difficile da spiegare: il parcheggio è coperto e l’accesso regolato da sbarre automatiche. «Possibile che nessuno abbia visto nulla?», si chiede. Da parte di Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio, è arrivata una nota di «rincrescimento per quanto accaduto». La società fa sapere di essere al lavoro insieme alle forze dell’ordine e con il gestore dell’area di sosta «a supporto delle indagini in corso» e annuncia un rafforzamento delle misure di sicurezza e del servizio di vigilanza.