L’estate non è ancora iniziata, ma l’allerta è già alta tra fiumi e laghi. Soprattutto alla luce degli incidenti avvenuti nei giorni scorsi, di cui due soltanto nel fine settimana, in cui hanno perso la vita due persone che si sono tuffate in acqua – nonostante i divieti di balneazione -, probabilmente per cercare refrigerio alla caldo.
La prima vittima è Chameck Firas, giovane tunisino di 19 anni annegato a Pisogne ieri, domenica 31 maggio. Il secondo è un 57enne di Vaprio, scivolato in una buca profonda cinque metri nel fiume Adda a Canonica, sempre ieri. Resta gravissimo, infine, il ragazzino di 14 anni di Pedrengo tuffatosi in una pozza del torrente Bragazzo a Luzzana lo scorso 27 maggio,
Attenzione a fiumi e laghi: «Non fidarsi»
L’Autorità di bacino, nei giorni scorsi, ha diffuso un vademecum alle amministrazioni coinvolte in questo tipo di incidenti, con le indicazioni necessario. «Iniziamo decisamente male la stagione estiva», ha detto Franco Ranieri, vicepresidente dei sommozzatori volontari di Treviglio, a L’Eco di Bergamo.
L’appello dei volontari è quello di prestare sempre attenzione, e non dare mai confidenza al fiume. Lungo tutto il corso del fiume Adda, infatti, è presente il divieto di balneazione che «deve essere rispettato». Per chi decide di entrare comunque in acqua, il rischio è serio. Specialmente quando fa caldo e la temperatura delle acque, invece, resta fredda: in quei casi, lo sbalzo di temperatura potrebbe provocare malori, con il pericolo di finire giù e non riuscire più a riemergere.
Chameck Firas, 19 anni, morto nel lago d’Iseo
Soltanto domenica 31 maggio ci sono stati due incidenti, con una vittima. Si chiamava Chameck Firas, 19 anni, di origini tunisine, residente a Darfo Boario Terme. Con gli amici, aveva raggiunto il lago d’Iseo, a Pisogne, forse alla ricerca di un po’ di fresco dalle temperature afose. Il giovane, a quanto si apprende, non sapeva nuotare: nonostante ciò, si sarebbe tuffato comunque dal pontile.
Gli amici, come riporta L’Eco di Bergamo, lo avrebbero visto annaspare e avrebbero tentato di dargli una mano, prima di chiamare il 112. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze, con l’elisoccorso e i vigili del fuoco, oltre ai gruppi di protezione civile e sommozzatori.
Il corpo è stato individuato a dieci metri di profondità circa, in un punto dove il lago sprofonda immediatamente. Il giovane sarebbe rimasto sott’acqua per tre quarti d’ora: nonostante i tentativi di rianimazione, per lui non c’è stato nulla da fare. Ora si sta valutando il rimpatrio della salma nel Paese d’origine.
57enne in gravi condizioni: è finito in una buca nell’Adda
Il secondo incidente è avvenuto lo stesso giorno, ma nel fiume Adda, più precisamente a valle della diga Sant’Anna di Canonica. Erano circa le 17 quando, secondo una prima ricostruzione, un uomo di 57 anni di Vaprio stava camminando in acqua quando sarebbe sprofondato in una buca di cinque metri.
Stando a quanto raccontato dalla moglie, che ha dato l’allarme, l’uomo sapeva nuotare. Tuttavia, come ha spiegato il vicepresidente dei sommozzatori, lo shock termico (la temperatura dell’acqua di 14-15 gradi contro quella corporea di 36-37) potrebbe aver giocato un ruolo importante nell’incidente. Anche il fondale, trattandosi di un luogo vicino a una diga che vi riversa quando aperta una gran quantità d’acqua, sarebbe soggetto a continui cambiamenti.
Sul posto sono intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco di Treviglio con i volontari da Cassano. Dopo venti minuti di ricerche, il 57enne è stato individuato nella buca sott’acqua. Rianimato, ha lottato tra la vita e la morte fino alla tarda mattina di oggi, 1 giugno, quando purtroppo è stato comunicato il suo decesso.
Gravissimo resta invece il ragazzino di 14 anni di Pedrengo, che il 27 maggio si era tuffato in una delle buche al parco del Gigante di Luzzana ed era stato recuperato da una coppia di coniugi.