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I dati della città

Nel 2020 un altro crollo delle nascite (e record di morti). Così ripartire sarà davvero dura

Al 30 novembre erano venuto al mondo solo 747 bambini, a fronte di circa duemila decessi. Chi pagherà le pensioni? Chi assisterà gli anziani?

Nel 2020 un altro crollo delle nascite (e record di morti). Così ripartire sarà davvero dura
Cronaca Bergamo, 27 Dicembre 2020 ore 09:00

di Paolo Aresi

Scrivevamo, alcuni mesi fa, che c’è in corso un’epidemia a Bergamo che forse è peggio del Covid: la mancanza di nascite. L’epidemia per cui non si mettono più al mondo figli. E purtroppo dobbiamo registrare un alto record negativo: arrivati al 30 di novembre, in undici mesi, sono nati 747 bambini. Meno della metà di quelli che nascevano negli anni Sessanta, quando il livello di vita della popolazione era ben più basso di oggi. Se facciamo una semplice proiezione aritmetica, risulta che, a fine anno, i nati saranno 809, bambino più o bambino meno. Un altro record negativo, ma ormai ci siamo abituati. Nel 2019 i nati a Bergamo residenti a Bergamo erano stati 878 ed era un altro record negativo.

Per contro, abbiamo stabilito il record dei morti sempre in aumento man mano che la popolazione invecchia; nel 2019 erano stati 1.417, quest’anno saremo sui duemila morti, a causa del Covid (parliamo sempre e soltanto della città).

Declino inarrestabile. Come possiamo commentare questi dati? Dobbiamo considerare che non si tratta di cifre che costituiscono un’eccezione bensì di numeri consolidati in una vera tendenza, in atto ormai dagli anni Ottanta. A ogni anno il numero dei nati scende. C’era stata una piccola inversione di tendenza nei primi anni Duemila a causa degli immigrati. Era il tempo in cui le persone provenienti dall’Africa e dal Sud America, ma anche dall’Est europeo, trovavano lavoro con una relativa facilità e allora praticavano i ricongiungimenti familiari, arrivavano in Italia le mogli (o i mariti) talvolta con figli, talaltra senza; queste famiglie diedero un buon impulso alla natalità. Poi è arrivato lo tsunami del 2009, i primi a perdere il posto di lavoro sono stati gli immigrati. I tanti neri che vediamo oggi con la mano tesa davanti ai panifici o alle chiese erano tutti occupati, nessuna persona di colore chiedeva l’elemosina fino a quell’anno.

Le conseguenze. Ma che cosa significa fare meno figli? Che cosa comporta per una società il fatto che le nascite siano la metà delle morti? Che cosa vuole dire, nella pratica, avere 800 nati per anno anziché 1.600? Una conseguenza è evidente: la popolazione, se non ci sono immigrati, tenderà drasticamente a scendere. Altra conseguenza evidente: ci saranno sempre meno giovani. Questo fatto introduce una serie di problemi, alla lunga: per quanto riguarda le pensioni (scende il numero di contribuenti), l’accudimento delle persone anziane, ma anche il mondo del lavoro. In parole povere: tra vent’anni non saremo in grado di coprire i ruoli necessari a una società civile. (…)

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