Report di un medico volontario

«Una nuova ondata sta emergendo: chi ha accudito i malati. Ci vorranno altri due mesi»

Giuseppina Ricci, su Facebook, racconta la sua esperienza sul campo. E dà una propria visione dell'evoluzione della pandemia in Lombardia

«Una nuova ondata sta emergendo: chi ha accudito i malati. Ci vorranno altri due mesi»
Bergamo, 30 Marzo 2020 ore 14:49

Report di Giuseppina Ricci, medico volontario a Bergamo (da Facebook)

Dunque eccomi al mio terzo giorno vero, dopo due turni massacranti di Usca (Unità speciale continuità assistenziale) o anche, come qualcuno ha detto, Unità speciale Coronavirus. Bergamo e Dalmine. Quando entri in postazione alle otto del mattino trovi un elenco di nomi, Covid da contattare e visitare. Sembra tutto tranquillo e chiaro, poi si scatena l’inferno.

Cominciano a piovere telefonate da pazienti, medici di base, colleghi. Esci per raggiungere il paziente, rientri e ricominci. Un ritmo serratissimo, un tavolo pieno di carte, telefoni bollenti, richieste continue. I colleghi Usca di altri distretti si offrono di aiutarci e lo fanno anche se non gli compete. L’Ats di Bergamo è in contatto continuo per darci supporto e coordinare le operazioni, i software, la burocrazia, i Dpi, le auto. Poi prendi l’auto ed esci.

Una famiglia Covid di sei persone ti aspetta. Fuori il sole splende, gli alberi sono in fiore, le rondini, la primavera, una meraviglia. E le strade, deserte. I parchi, deserti. I negozi sbarrati. E sai che dietro quelle tende la gente ti guarda, la gente sa quello che stai facendo. E aspetta, con dignità e in silenzio. Quando entri nelle case la famiglia è composta, non dice nulla, ti indica il letto del malato, risponde alle tue domande facendosi forza, ha gli occhi sbarrati mentre lo visiti e quando li interroghi, poi verso la fine della visita, con il terrore negli occhi e un filo di voce, ti dice che anche lei, moglie, figlia, sorella, fratello, marito, anche lei comincia a non sentirsi bene. Li visiti e capisci che una nuova ondata di infetti sta emergendo, coloro che accudiscono i malati del 9 marzo, li chiamo così quelli che hanno avuto i primi sintomi in quel periodo e ora sono gravi. Ma visto il contenimento dovrebbe essere l’ultima ondata.

Facendo un rapido calcolo capisco che ci vorranno altri due mesi. Torno in albergo, rapida conta a cena dei morti del giorno, molti molti meno di una settimana fa. Facciamo un brindisi, da lontano. Ce la faremo.

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