il caso è chiuso

Unioni civili nello sgabuzzino: la nuova giunta di Stezzano rinuncia al ricorso

Il 29 dicembre 2016, il Tar di Brescia aveva censurato il provvedimento della giunta Poma, che ha però continuato la sua battaglia in Consiglio di Stato. Ma l'attuale amministrazione 5 stelle - centrosinistra decide di fare un passo indietro

Unioni civili nello sgabuzzino: la nuova giunta di Stezzano rinuncia al ricorso
Stezzano e Azzano, 25 Agosto 2020 ore 11:55

di Laura Ceresoli

Il Consiglio comunale di Stezzano ha approvato una mozione con cui la giunta Tangorra si impegna alla rinuncia del ricorso in appello davanti il Consiglio di Stato avviato nel 2017 dalla giunta Poma contro due cittadini omosessuali nella nota vicenda delle “Unioni civili nello sgabuzzino”.

Tutto era iniziato a settembre 2016 quando l’allora amministrazione di centrodestra aveva emanato una delibera in cui stabiliva che le unioni civili venissero eseguite nello stanzino dell’ufficio anagrafe, a differenza delle celebrazioni dei classici matrimoni che invece avvengono da sempre nella sala di rappresentanza del municipio al piano primo sopra la sala consiliare.

Così quando la prima coppia gay composta dagli stezzanesi Giuliano e Germano si era ritrovata a fare i conti con questa disparità di trattamento, si era da subito attivata insieme a Marco Caravita di Stezzano Bene Comune, al Partito democratico di Stezzano e all’associazione Arcigay Bergamo Cives, per denunciare il fatto. La coppia aveva così presentato ricorso al tribunale amministrativo di Brescia per chiedere di poter celebrare anche la propria unione civile nella sala comunale normalmente adibita ai classici matrimoni. Il caso è stato patrocinato dai legali di «Avvocatura per i Diritti Lgbti – Rete Lenford», Stefano Chinotti e Vincenzo Miri, insieme all’avvocato Massimo Giavazzi.

Con sentenza breve del 29 dicembre 2016, il Tribunale amministrativo della Lombardia, sezione di Brescia, aveva censurato il provvedimento della giunta di Stezzano con conseguente condanna del Comune alla spese legali. La giunta Poma ha però continuato la sua battaglia proponendo appello avanti il Consiglio di Stato contro la sentenza dal Tar di Brescia, procedimento tuttora pendente in attesa di fissazione dell’udienza.

Durante la seduta del 24 agosto i consiglieri di Stezzano Futura Michael Oberti e Francesco Placenza hanno presentato una mozione per chiedere al Comune non solo di rinunciare al ricorso in appello ma di «intraprendere politiche promozionali e innovative per le famiglie, volte a sostenerle e ad affermarne l’importanza culturale e sociale all’interno del nostro territorio».

Una proposta che la giunta Tangorra ha deciso di accogliere. «È un importante risultato a sostegno dei principi di eguaglianza e pari dignità dei cittadini – ha dichiarato il consigliere Michael Oberti -. Un ringraziamento personale va al Partito democratico di Stezzano da sempre attivo nella vicenda nonché promotore della mozione».

L’articolo completo nell’edizione di PrimaBergamo in edicola da venerdì 28 agosto

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