Benemerita

Urne cinerarie affidate ai carabinieri: l’Arma si prende cura dei nostri defunti

Hanno prestato servizio per le bombole d'ossigeno, si sono messi a disposizione per ritirare le pensioni agli anziani e ora si adoperano anche per chi ha perso un proprio caro

Urne cinerarie affidate ai carabinieri: l’Arma si prende cura dei nostri defunti
18 Aprile 2020 ore 09:00

Non solo bombole d’ossigeno, ritiro delle pensioni e, persino, il recupero di libri scolastici. Dimostrando ancora una volta lo spirito di vicinanza dei carabinieri alla popolazione, l’Arma si è anche assunta l’impegno di prendersi cura dei nostri defunti. Tra le immagini più tragicamente segnanti di questo tempo, ricorderemo certamente le autocolonne di mezzi militari che hanno accompagnato i feretri dei defunti da Covid-19 verso la cremazione avvenuta spesso fuori regione. Scene tristi, accompagnate da una conta di morti che ha toccato moltissime famiglie del nostro territorio. Anche in questo, l’Arma, ha dato il suo apporto facendo il possibile per alleviare il dramma. Ne parla PrimaTreviglio.

Urne cinerarie affidate ai carabinieri. Organizzare e coordinare la cremazione dei feretri è uno dei compiti, tristi ed inconsueti, cui i carabinieri si sono recentemente votati ed adattati. Accade quindi che, dalla camera mortuaria di Ponte San Pietro, anche i militari della Compagnia di Treviglio, prendano in carico le ceneri dei defunti per la successiva consegna ai Comuni dove verranno tumulati o, in alternativa, alle famiglie che desiderino conservare le ceneri presso la propria abitazione. Quest’ultima, in particolare, è una facoltà ancora poco richiesta in Italia a cui gli stessi militari –mediante apposito modulo di affidamento – danno corso trasportando l’urna proveniente dalla cremazione. Sono ancora pochi i familiari che, resi consapevoli delle disposizioni e degli obblighi di legge vigenti ed inerenti la conservazione delle ceneri, chiedono di poter tenere vicini a se i propri cari anche dopo la morte: una pratica molto antica, nata in Asia e mantenuta inalterata da millenni dato che alcune antiche culture credevano che il fuoco fosse un agente di purificazione e che la cremazione illuminasse il passaggio dei defunti in un altro mondo.

Tanti controlli, ma nessuna sanzione. E a tal proposito, proprio per il rispettoso cordoglio per i defunti, l’Arma si è fatta garante di questo «passaggio» anche attraverso il controllo delle condizioni igienico-sanitarie di custodia, sia nelle morgue che presso le imprese di pompe funebri a cui, in alcuni casi, sono stati affidati i resti. Dispositivi di protezione individuale, controllo delle celle frigorifere, procedura di chiusura e sigillatura delle bare e relative certificazioni sono solo alcuni degli aspetti messi sotto la lente d’ingrandimento degli uomini dell’Arma che, a Treviglio come negli altri comuni della pianura bergamasca, stanno procedendo a specifici controlli. Un atto dovuto a cui, finora, non hanno fatto seguito contestazioni di violazioni.

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