La querelle

Vaccini antinfluenzali, basteranno? Per la Regione ampiamente, per la Cgil sono «insufficienti»

Il segretario generale bergamasco Gianni Peracchi: «Regione dispone di circa 2 milioni 700 mila dosi, insufficienti per gli oltre 3,5 milioni di soggetti che ne avrebbero bisogno»

Vaccini antinfluenzali, basteranno? Per la Regione ampiamente, per la Cgil sono «insufficienti»
09 Ottobre 2020 ore 14:26

Da un lato Regione Lombardia continua a rassicurare i cittadini, dicendo che i vaccini ci saranno in dosi adeguate a chi ne farà richiesta. Dall’altro, però, i farmacisti quando gli si domanda se sarà possibile acquistare il vaccino continuano a glissare la domanda. La gestione della campagna di vaccinazioni antinfluenzali da parte del Pirellone continua a far discutere e l’ultima, in ordine di tempo, ad alzare la voce e ad accusare le autorità regionali è la Cgil di Bergamo.

«L’ultimo capitolo, in ordine di tempo, della strategia regionale in tema di sanità in tempi di pandemia riguarda l’acquisto di vaccini antinfluenzali a un prezzo fuori mercato, circa cinque volte di più rispetto alla base d’asta, e in quantità insufficiente al fabbisogno – sottolinea il segretario generale bergamasco Gianni Peracchi -. Secondo Federfarma il costo di un vaccino varia tra gli 8 e i 16 euro. Partire con una base d’asta di 4.6 euro, come ha fatto Regione Lombardia, per arrivare ad acquistare 500 mila dosi a 26 euro circa, dopo 9 sedute andate a vuoto, totalmente o parzialmente, è quantomeno preoccupante».

«Il risultato è che ad oggi Regione dispone di circa 2 milioni 700 mila dosi vaccinali che sono insufficienti per gli oltre 3,5 milioni di soggetti che ne avrebbero bisogno – aggiunge Peracchi -. Per non parlare del fatto che queste ultime dosi di vaccino costano alla collettività circa 10 milioni 500 mila euro; questo è il costo del solo vaccino senza contare gli oneri per la sua somministrazione. Un ennesimo episodio di cattiva gestione, per usare un eufemismo, sempre che non ci sia di peggio».

Il problema principale, secondo il sindacato, è che mentre andavano vuote le gare regionali per l’aggiudicazione della fornitura «gli operatori privati hanno potuto approvvigionarsi per tempo, a prezzi convenienti. Alcuni di loro oggi propongono il vaccino a 50 euro e chi non può o non vuole attendere la vaccinazione gratuita da parte del servizio sanitario pubblico comincia a prenotarsi; ci sarebbero già ora liste d’attesa. Un comportamento certamente speculativo da parte di questi operatori, assai discutibile sul piano etico, e che fa da contraltare a quello pasticciato e inefficiente della Regione».

«Riceviamo chiamate di nostri iscritti pensionati che non sanno se e dove sarà loro somministrato il vaccino – conclude Augusta Passera, segretaria generale dello Spi-Cgil provinciale -. Tutta l’operazione gestita da Regione Lombardia rischia di danneggiare l’efficacia della campagna vaccinale che quest’anno, per contrastare il ritorno del Covid, si proponeva di raggiungere adesioni più elevate. A fatica si è riusciti ad individuare, in tutta la provincia, locali idonei per effettuare le vaccinazioni in sicurezza ma il paradosso è che scarseggiano i vaccini gratuiti messi a disposizione dal servizio sanitario. Sarà possibile coprire solo una parte del fabbisogno necessario alla popolazione lombarda e bergamasca, in particolare a quella più debole come gli anziani».

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