Un ignobile gesto si è consumato nei giorni prima di Ferragosto nel cimitero di Treviglio: la tomba dell’ex sindaco Ermanno Riganti è stata vandalizzata con scritte volgari e ingiurie, mentre la fotografia è stata mandata in frantumi.
Ingiurie e fotografia rotta: indaga la polizia
Un’amarissima sorpresa per i famigliari di Riganti, nonché per l’intera comunità e per l’amministrazione, che hanno condannato il gesto. La scoperta, come riportano i colleghi di PrimaTreviglio, è avvenuta lo scorso 14 agosto quando la famiglia Riganti si è recata nel camposanto per far visita al proprio caro.
Un atto di vandalismo diretto, chiaramente, proprio alla figura dell’ex sindaco, scomparso nel 2007 all’età di 84 anni e che ha guidato la città per due mandati, dal 1965 al 1975, parte della lunga tradizione della Democrazia Cristiana che amministrò la città per più di quarant’anni.
Oltre alla fotografia frantumata, forse con un pezzo di ferro o un grosso sasso, gli ignoti (o l’ignoto: non è chiaro quanti fossero) hanno anche vandalizzato la lapide con scritte ingiuriose. La famiglia ha sporto immediatamente denuncia alle forze dell’ordine e ora il commissariato di polizia di Treviglio sta indagando per cercare di risalire all’autore del gesto.

Le telecamere posizionate in zona potrebbero dare una grande mano nell’identificare il colpevole, o i colpevoli, ma al momento non ci sono novità. «Purtroppo c’è gente che si diverte in questo modo – ha commentato amareggiato Jacopo Riganti, nipote ed ex consigliere comunale per la Lega nel 2016 –. Chiaramente ci siamo attivati per sostituire la fotografia danneggiata ma al momento non è ancora stata ripristinata».
La condanna per il terribile gesto arriva anche dall’amministrazione comunale. «Il rispetto per chi non può più difendersi è un valore che dovremmo sentire come nostro, tutti, senza eccezioni» ha detto il consigliere Erik Molteni (Pd), a cui fa eco l’assessore al Bilancio Valentina Tugnoli (FdI): «Il cimitero è un posto sacro: nessuno deve permettersi di toccare niente».