Un giovane 24enne residente nella provincia di Brescia è stato arrestato nella serata dello scorso martedì 15 settembre dai carabinieri della Stazione di Caravaggio, dopo essere stato intercettato nelle immediate vicinanze dell’abitazione dell’ex compagna, nonostante nei suoi confronti fosse già stato disposto un divieto di avvicinamento.
La denuncia e le indagini
La vicenda ha avuto inizio lo scorso luglio, quando la giovane donna si è rivolta ai carabinieri di Caravaggio denunciando l’ex partner per atti persecutori. Successivamente in base a quanto emerso dalle indagini svolte, dopo la fine della relazione il 24enne avrebbe messo in atto continue pressioni psicologiche e appostamenti nei pressi dell’abitazione della donna e degli altri luoghi che lei frequentava quotidianamente.
Tali comportamenti avrebbero provocato nella giovane un grave e perdurante stato di ansia oltre al timore per la propria incolumità, portandola anche a modificare le proprie abitudini di vita.
Il divieto di avvicinamento
A seguito degli accertamenti svolti dai Carabinieri, lo scorso martedì 8 settembre l’Autorità giudiziaria ha emesso nei confronti del 24enne la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Nonostante il provvedimento, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe continuato a presidiare il comune di residenza della donna. Le segnalazioni della vittima e i successivi riscontri investigativi avrebbero consentito ai Carabinieri di documentare la sua presenza nella zona.
L’arresto
Nella serata del 15 settembre, i militari hanno intercettato il 24enne a bordo della propria automobile mentre transitava nelle immediate vicinanze dell’abitazione dell’ex compagna. Ritenendo che la condotta costituisse una violazione delle prescrizioni imposte dal provvedimento cautelare, i Carabinieri hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato. Il giovane è stato quindi condotto nelle camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Treviglio.
La decisione del Tribunale
Nella mattinata del 16 settembre, il 24enne è comparso davanti al Tribunale di Bergamo per il giudizio direttissimo. Al termine dell’udienza è stato sottoposto alla misura cautelare già in vigore.