Dalle carte dell'inchiesta

Yara, la lunga caccia a Ignoto 1 e la vicenda del carabiniere suicida

Yara, la lunga caccia a Ignoto 1 e la vicenda del carabiniere suicida
Cronaca 02 Febbraio 2016 ore 16:30

Non fu solo la fantasia dei giornalisti a ipotizzare collegamenti tra il rapimento di Yara (26 novembre 2010) e il suicidio – tale fu considerato dalla procura – del brigadiere Pierluigi Gambirasio, avvenuto nella caserma di Zogno la sera prima della scomparsa della tredicenne. Frugando tra le carte dell’inchiesta, si è scoperto che il 19 marzo 2012, in piena caccia a Ignoto 1, gli investigatori fecero prelevare il dna dalla macchia di sangue trovata sulla pistola. Perché? Il povero carabiniere non poteva certo essere il killer, visto che se ne era andato il giorno prima.

 

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In quel periodo il Ros era tornato a battere una vecchia pista abbandonata in fretta, un filo nero che unisse Brembate Sopra alla bassa val Brembana. Quale potesse essere, però, resta un mistero. Anche perché non risulta che Yara e il brigadiere – che si occupava da anni di indagini antidroga – fossero parenti. All’epoca le stranezze e le tragedie non mancarono. Pierluigi Gambirasio, che si sarebbe dovuto sposare di lì a tre settimane («Era felice e sereno» disse l’amico sacerdote che avrebbe dovuto celebrare le nozze), fu trovato morto in caserma non da un collega ma da una donna, l’ex compagna del comandante di stazione, nota imprenditrice della zona. Che due anni dopo, nel novembre 2012, decise a sua volta di togliersi la vita.

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