Una visita al nonno ricoverato, la fretta di chi esce tardi dall’università e, in pochi minuti, il sacrificio di mesi di studio che va in frantumi insieme al vetro di un’auto. È l’ultimo, amaro episodio di una scia di furti che sembra non conoscere fine nel parcheggio non a pagamento adiacente al Policlinico San Pietro, di Ponte San Pietro.
L’episodio
L’ultima vittima in ordine di tempo è Giulia Sari, una studentessa universitaria che si era recata in clinica per assistere il nonno. Al suo ritorno nel parcheggio, la brutta sorpresa: un finestrino rotto e la sparizione del suo zaino nero Eastpak, contenente un porta pc rosa, documenti personali, portafoglio e, soprattutto, tutto il materiale didattico necessario per sostenere i prossimi esami.
«Purtroppo avevo la priorità di andare a trovare mio nonno, visto che l’orario di visita stava per scadere e avevo finito tardi lezione in università – ha spiegato Giulia -. Mai avrei pensato a una cosa del genere, soprattutto in un posto simile. Mi viene da dire solo una cosa: che schifo. Lì dentro avevo il mio mondo; oltre a oggetti dal grande valore affettivo, c’era tutto il mio materiale universitario».
La rabbia di familiari e residenti
Il grido di aiuto è rimbalzato immediatamente sui social, dove la madre della ragazza ha lanciato un appello disperato nella speranza di ritrovare almeno i documenti e gli appunti: «Chiunque trovi qualcosa ci scriva o, se preferisce l’anonimato, lasci tutto nella portineria del Policlinico».
Alle parole di speranza si unisce però la rabbia per una situazione che, in quella zona, appare fuori controllo: «Andare a trovare il nonno era la priorità per mia figlia in quel momento», commenta duramente la madre, rispondendo a chi punta il dito sulla “leggerezza” di aver lasciato oggetti in auto. E prosegue: «Il vero problema è il malandazzo di questo Paese, dove non siamo più sicuri in nessun posto».
I precedenti
Il fenomeno non è purtroppo una novità per Ponte San Pietro. Se anni fa nel mirino finivano motorini e biciclette, oggi (…)