Quasi 9.000 spettatori in platea e una sala che, replica dopo replica, si è trasformata in un’unica voce. Al Donizetti di Bergamo Lella Costa e il suo spettacolo “Lisistrata” hanno conquistato il pubblico della Stagione di Prosa 2025-2026 della Fondazione Teatro Donizetti, con 9 repliche consecutive eseguitesi da sabato 7 fino ad oggi, lunedì 16 febbraio, con una serata speciale che ha visto in sala anche la partecipazione di oltre 1.000 giovani.
Un debutto nazionale che accende il Donizetti
Con la regia di Serena Sinigaglia e affiancata dai compagni di scena Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi e Irene Serini, la popolare attrice milanese ha portato in città, in prima nazionale, una nuova versione del capolavoro di Aristofane. Uno spettacolo destinato ora a viaggiare in tournée per l’Italia per diversi mesi, ma che proprio nella “Città dei Mille” ha avuto il suo battesimo ufficiale: un debutto che ha lasciato il segno.
Giovani in sala e progetti per riflettere sulla pace

Non solo applausi e risate: ad ottenere un grande seguito sono stati anche gli incontri con studenti e pubblico insieme ai progetti formativi ideati dalla Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi, Maria Grazia Panigada. Si tratta di un percorso pensato per sensibilizzare sulle tematiche della guerra e della ricerca della pace, temi che attraversano lo spettacolo come un filo rosso, vivo e bruciante.
Lella Costa: «Non potevamo immaginare di meglio»
Dopo l’ultima replica andata in scena sul palco del Teatro Donizetti, Lella Costa ha espresso le proprie emozioni mentre sembrava quasi travolta dall’affetto e l’entusiasmo del pubblico presente in sala:
«Lo spettacolo è nuovissimo, a Bergamo c’è stato il debutto ufficiale della nuova versione e non avremmo potuto pensare che le cose sarebbero andate meglio di così, sia per la quantità che per la qualità del pubblico. Abbiamo ricevuto una calorosissima accoglienza ed è stato bellissimo il rapporto che si è creato con i ragazzi coinvolti nei progetti legati allo spettacolo. Abbiamo fatto una replica quasi solo per loro. Siamo davvero molto contenti e molto grati: adesso ci sentiamo un po’ viziati e per il resto della tournée ci aspettiamo la stessa cosa. Speriamo».
Quelle di Costa sono parole che suonano come un ringraziamento, ma anche una come una confessione di un’artista che ha percepito sulla propria pelle tutta l’energia di una città intera.
Il classico che resiste al tempo e parla al presente
In seguito la donna ha sottolineato anche la forza di un testo antico capace di graffiare l’attualità con sorprendente lucidità:
«Grazie alla prima versione dello spettacolo di Siracusa e ora alla versione che stiamo portando in tournée, abbiamo avvicinato il pubblico a un testo che ha 2.500 anni. E che ancora oggi una commedia di Aristofane, una farsa, faccia ridere è per noi un grande successo, una grande gioia. Questa è la dimostrazione che i classici resistono al tempo e hanno una funzione molto precisa. E quando, come nel caso di Lisistrata, si affronta un tema delicato come la guerra, ahimè ancora attuale e doloroso, cerchiamo, oltre che provare a fare del buon teatro, di dare un contributo a fare qualche riflessione, a seminare qualche dubbio».
Gli applausi come un’esplosione: «Qui un senso di comunità»

E infine, l’immagine forse più potente: quella di una platea che trattiene il fiato fino all’ultima battuta, per poi liberare un applauso fragoroso, quasi inevitabile, come un’onda che travolge tutto: «Andando via da Bergamo portiamo con noi l’attenzione vera, costante da parte del pubblico e poi l’esplosione immediata degli applausi alla fine di ogni replica. È un po’ come se il pubblico aspettasse l’ultima battuta per far partire l’applauso. Non è una cosa così scontata: qui abbiamo percepito un senso di comunità molto forte» – conclude Costa.