Dimora storica

Bellezza e segni del tempo: Palazzo Furietti a Presezzo riapre, tra architettura e arte

Dall'eredità del Cardinale bergamasco al restauro di Cn10Architetti: la mostra "Il ritorno di Euterpe" inaugura un nuovo capitolo

Bellezza e segni del tempo: Palazzo Furietti a Presezzo riapre, tra architettura e arte

C’è un’armonia sottile che lega l’intonaco seicentesco alla trasparenza del vetro contemporaneo al palazzo Furietti Carrara. Situata proprio sul confine con Ponte San Pietro, quella che un tempo era l’antica residenza del cardinale Giuseppe Alessandro Furietti si ripresenta oggi al pubblico come un organismo architettonico rigenerato e vibrante.

In questo scenario prenderà il via una ricca stagione culturale per Presezzo, che si inaugurerà sabato 7 marzo con la mostra collettiva “Il ritorno di Euterpe”, curata dalla critica Chiara Medolago dell’associazione “Un fiume d’arte”. L’iniziativa trasformerà il recente restauro della dimora in parte integrante del racconto: un contenitore storico che si rinnoverà attraverso la presenza viva delle opere e delle performance.

Il percorso si snoderà tra le sale nobili, la piccola chiesa, il piano terra e gli spazi esterni, proponendo una trama complessa di colori, materiali e tecniche che si intrecceranno in una ricerca profonda e ancestrale.

Rivolgendosi simbolicamente alla musa Euterpe, figura mitologica legata alla musica e all’armonia delle arti, la mostra invita il pubblico a interrogarsi sul significato contemporaneo della cultura e sulle sue connessioni interdisciplinari. Gli artisti Andrea Pedretti, Aurora Ioga, Barbara Grossato, Claudio Faschilli ed Emanuele Grazioli non si limiteranno a presentare la propria ricerca individuale, ma instaureranno un dialogo sensibile con il luogo che li accoglie, costruendo punti di contatto e parallelismi poetici tra opera e architettura, memoria e presente, identità e collettività.

La figura del cardinale Furietti ha trasformato il palazzo in un centro di cultura di alto livello. È infatti famoso in tutto il mondo per aver scoperto nel 1736 i Centauri di Villa Adriana, sculture oggi esposte ai Musei capitolini (…)

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