Il progetto

Dossena, nuova luce sulle miniere: prende forma il percorso museale

Fervono i lavori in paese: verrà valorizzata la storia millenaria. Saranno ripristinati gli edifici esterni che un tempo ospitavano le lavorazioni

Dossena, nuova luce sulle miniere: prende forma il percorso museale
18 Novembre 2020 ore 00:36

di Angelo Corna

Fervono i lavori nel Comune di Dossena. Un piccolo angolo di mondo, a cavallo tra Val Brembana e Val Serina, si prepara a raccontare un capitolo della sua millenaria storia. Al centro dell’attenzione un progetto turistico e culturale, che prevede la valorizzazione delle storiche miniere, da sempre patrimonio del paese. «L’idea è stata realizzata con il contributo del bando statale “Bellezz@ Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”, promosso nel corso del 2016», racconta Walter Balicco, assessore e presidente dell’Associazione Miniere di Dossena. «Nel 2019 il progetto è stato finanziato e sono iniziati i lavori. In primis il recupero conservativo e la riqualificazione dell’ex Municipio di via Carale: la struttura accoglierà un museo che racconterà non solo della vita in miniera, ma anche del territorio, con tematiche legate alla montagna, al paese e alla sua storia. Il secondo intervento è invece previsto in località Palio, nella zona delle miniere. Saranno ripristinati gli edifici esterni che un tempo ospitavano le lavorazioni previste per la pulizia del minerale, il locale compressori e il locale del fabbro. Queste strutture saranno riqualificate a fini museali, con un sala dedicata all’accoglienza dei visitatori».

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Le miniere di Dossena furono citate per la prima volta dallo storico e naturalista Plinio il Vecchio, nella sua opera Naturalis Historia: «La vena di metallo viene cavata in questo modo e depurata col fuoco. Si produce anche da un minerale contenente rame, detto cadmia, noto nelle terre al di là del mar mediterraneo e un tempo in campania, ora anche nel territorio dei bergamaschi, la zona estrema dell’Italia». I primi lavori di ripristino sono iniziati nel settembre 2014, grazie al lavoro di 80 volontari coordinati dal Comune. La pulizia dagli antichi detriti, l’illuminazione e la messa in sicurezza dei tunnel hanno reso possibile l’inaugurazione avvenuta il 6 dicembre dello stesso anno, e la successiva apertura del 2 maggio 2015, lungo un tragitto relativamente breve e attraverso antichi scavi minerari. Dal 2016 all’interno delle gallerie è stata realizzata la “cantina del minatore”: sfruttando l’alta umidità e la bassa temperatura viene affinato un formaggio locale, che prende poi il nome di “Ol Minadur”.

«La terza fase di lavori prevede il recupero delle sezioni inferiori delle miniere, che saranno attrezzate e rese agibili per turisti, appassionati e scolaresche. Oltre al livello “Sandri”, già riqualificato negli anni, saranno ripristinati e messi in sicurezza i livelli “Morra” e “Sandri-Morra”. Quest’ultimo, che oggi funge da collegamento tra le due sezioni intermedie, sarà attrezzato con un piccolo percorso speleologico». Una novità che, per caratteristiche e bellezza, si presta ad essere tra le uniche in Lombardia e probabilmente prima in Italia. «Esperti speleologi guideranno gli appassionati nel cuore della miniera, il tutto in completa sicurezza con l’ausilio di carrucole, corde e scalette fisse».
L’attiva della miniere cessò definitivamente nel giugno del 1981. Un racconto vecchio di centinaia di anni, che affonda la sua storia sin dai tempi dell’Impero Romano e che si chiude nella seconda metà degli anni cinquanta. Un patrimonio dimenticato, che a breve ritornerà a raccontare la sua storia. «I lavori, salvo imprevisti, dovrebbe chiudersi entro giugno 2021. – Conclude Balicco. – Speriamo che la situazione torni presto alla normalità e di poter riprendere con le visite guidate già all’inizio della prossima estate».

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