Capitale della Cultura

Due città, quattro opere di street art: a Bergamo le opere di David de la Mano e Fabio Petani

Gli artisti hanno dipinto le facciate del Cineteatro San Sisto e dell'Ic Petteni, nell'ambito del progetto "Questi siamo noi"

Due città, quattro opere di street art: a Bergamo le opere di David de la Mano e Fabio Petani
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Un anno di Capitale della Cultura e un anno di iniziative per il progetto Tantemani della Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo di Bergamo e l'associazione True Quality di Brescia. Il tutto racchiuso in un unico, grande, cappello: il progetto "Questi siamo noi", che vuole raccontare e dare visibilità all'anima dei due capoluoghi e delle loro periferie, usando l'arte come strumento di organizzazione e racconto.

Una delle azioni previste dal progetto è già stata compiuta a settembre: Bergamo ha ospitato David de la Mano e Fabio Petani, mentre Brescia ha accolto Biro e Super Bab. Tutti e quattro gli artisti sono partiti dal tema "Questo sono io" per portare un loro sguardo di racconto del contesto urbano in cui si inseriva l'opera.

Otto figure alate sul Cineteatro

David de la Mano, a Bergamo, ha dipinto la facciata di quarantacinque metri del Cineteatro San Sisto. La sua opera prende il nome di "Waiting for the wind" e rappresenta un gruppo di otto figure alate, ispirate all'Icaro della mitologia greca, collocate in uno spazio immaginario, neutro, mentre aspettano il vento. Ognuna di queste figure ha un atteggiamento unico e potente e pare sospesa nell'aria, con le ali spiegate e i corpi in varie posture che riflettono un'ampia gamma di emozioni e stati d'animo.

L'opera è un invito a riflettere sulla ricerca della libertà, sul legame con la natura e sull'importanza della pazienza e dell'introspezione nella vita umana. Le figure alate, infatti, rappresentano l'aspirazione a superare i limiti e raggiungere l'irraggiungibile, mentre il titolo suggerisce che l'attesa potrebbe essere una parte essenziale di quel viaggio.

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Benzene e Spatifillo sull'Ic Petteni

Nella seconda metà di settembre, Bergamo ha ospitato Fabio Petani che ha lavorato sulla facciata dell'Ic Petteni con l'opera "Benzene&Spathiphyllumcochlearispathum" che si sviluppa attorno al concetto di forza della natura, ragionando sullo spazio urbano in cui viviamo. Lo Spatifillo, infatti, è una pianta con azione benefica che assorbe composti organici volatili e sostanze nocive, come il benzene. Da qui il titolo, che vede il contrasto fra questa sostanza e la pianta, che ne purifica l'aria.

Nel descrivere l'opera, l'artista sottolinea come la maggior parte delle zone urbane contemporanee siano «pianificate a priori su disegni limitanti e strutturate su linee e forme geometriche euclidee, la cui rigidità tende ad escludere e respingere, mettendo inconsciamente a disagio chi vi vive e allontanandolo dall’ambiente naturale», dice citando la storica dell’arte Alessandra Ioalé, e quindi individua nelle piante delle maestre per imparare attitudini migliori per vivere un luogo promuovendo una rigenerazione, per ripensare la città «come una giungla urbana, dove i suoi abitanti, non solo umani, si trasformino insieme all’ambiente naturale».

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Tanti progetti nel corso del 2023

Oltre alla realizzazione di questi murales, “Questi siamo noi” ha previsto diverse azioni in entrambe le città nel corso del 2023: da laboratori creativi in contesti di fragilità, a un’azione di poster art con due cicli di affissioni, il primo con i disegni risultati dai laboratori creativi e il secondo con le opere di sei artisti e artiste internazionali, dai festival Link Urban Art Festival di Brescia e Baleno Festival di Bergamo agli street art tour guidati in bicicletta, fino a concludersi con un incontro pubblico sul tema dell’arte pubblica e delle regolamentazioni comunali che si svolgerà nei prossimi mesi.

Le tre Fondazioni hanno individuato attraverso un bando dedicato e un Comitato di valutazione congiunto 92 progetti provenienti dalle comunità di Bergamo e Brescia, sostenuti con un contributo complessivo di 3,5 milioni di euro. Si tratta di un ricco palinsesto di iniziative in grado di favorire la partecipazione dei cittadini, con una particolare attenzione alle fasce di popolazione con minori opportunità di fruizione culturale e agli abitanti delle aree del territorio più marginali e geograficamente più distanti dai due comuni capoluogo.

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