Da venerdì 10 aprile fino a domenica 4 ottobre Gres Art 671 a Bergamo ospiterà “Museum Dreams”, ovvero la prima grande antologica in Italia dedicata a Sir Isaac Julien, figura chiave del dialogo tra video arte, installazione e cultura visiva contemporanea.
Un percorso immersivo tra video, fotografia e scultura
Pensata in stretta relazione con l’architettura dello spazio espositivo, la mostra ripercorre oltre trent’anni di ricerca attraverso cinque grandi installazioni video multischermo, di cui quattro inedite in Italia, oltre a immagini fotografiche, sculture e materiale d’archivio.
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Le parole di Sir Isaac Julien

«”Museum Dreams” è una delle mostre più ambiziose e complete che io abbia mai realizzato. Riunisce oltre tre decenni di lavoro in un unico percorso immersivo in cui immagine, suono, architettura e coreografia si incontrano. Sono estremamente entusiasta di vedere queste opere ripensate in questo modo, in dialogo con un progetto architettonico unico, concepito appositamente per Gres Art 671», ha dichiarato Julien.
Museo dinamico: spazio, storia e sguardo in movimento
Un percorso immersivo che mette in movimento spazio, storia e sguardo, e amplia la riflessione sul ruolo del museo e sulla possibilità e necessità del pubblico di essere parte attiva. Un progetto che permette di scoprire, conoscere e approfondire la ricerca dell’artista inglese, nominato cavaliere (“Sir”) dalla regina Elisabetta nel 2022 per i suoi contributi all’arte, noto per diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia e le cui opere sono parte delle collezioni di MoMA, New York; Centre Pompidou, Parigi; Art Institute, Chicago, oltre a Victoria and Albert Museum e Tate a Londra.
La mostra, un dialogo tra passato e presente
La mostra, con Nathan Ladd come guest curator, riunisce appunto cinque grandi video installazioni realizzate nell’arco di oltre due decenni, in dialogo con fotografie storiche, negativi, sculture e materiali d’archivio, che attraversano momenti chiave del percorso di Julien, esplorando come le immagini in movimento possano trasformare lo spazio, attivarne la memoria storica e rimettere in circolazione narrazioni sedimentate nel tempo.
I lavori selezionati, tra cui installazioni multischermo di diversa scala e complessità, mettono in discussione l’idea del museo come luogo di stasi, proponendolo invece come luogo dinamico di proiezione, montaggio e relazione: una filosofia che Gres Art 671 incarna con la propria vocazione e missione di spazio multidisciplinare.