Santa Maria Assunta

La chiesina di Torre Boldone che racchiude una storia d’amore medievale

Dove oggi sorge il convento si trovava l’abitazione di Giorgio Del Zoppo, ricco nobile di fazione guelfa, e della moglie Anexina. L’uomo, malato, lasciò casa e denaro per fare monastero e chiesa. Lei si fece subito monaca. Don Leone: «È conosciuta e apprezzata»

La chiesina di Torre Boldone che racchiude una storia d’amore medievale
Val Seriana, 20 Febbraio 2020 ore 10:50

di Angelo Corna

La piccola chiesa di Santa Maria Assunta, dal 1869 inglobata nell’Istituto Palazzolo delle Suore Poverelle, è un luogo di culto conosciuto per la bellezza delle sue opere. Ma le mura del piccolo chiostro custodiscono anche una storia d’amore, in parte dimenticata, che ci porta al lontano 1315, anni di guerre e diatribe tra le famiglie bergamasche guelfe e ghibelline.

Dove oggi sorge il convento si trovava l’abitazione di Giorgio Del Zoppo, ricco nobile di fazione guelfa. Le battaglie tra i vari casati della provincia costrinsero quest’ultimo, con altri compatrioti, a chiedere ospitalità presso il castello Ginami di Gromo, in alta Val Seriana. Qua il giovane Del Zoppo conobbe Anexina, la giovanissima figlia di Bono Buccelini, che nel 1324 sposerà in seconde nozze. Nonostante possedimenti terrieri in centro Bergamo, Giorgio e la giovane moglie si ritirarono a vivere in tranquillità nella zona di Imotorre. Entrambi, molto religiosi, costruirono una piccola cappella privata all’interno della loro abitazione. Quando Del Zoppo si ammalò venne curato presso il monastero di Sant’Agostino, dove redasse testamento nel luglio 1342. Probabilmente sapeva che la moglie avrebbe voluto farsi monaca, cosi decise, nel caso avesse voluto prendere i voti, di lasciarle la casa di Torre Boldone e del denaro, necessario per trasformare quest’ultima in monastero. Giorgio Del Zoppo morì nell’agosto del 1342, nel dicembre dello stesso anno la moglie era già monaca e aveva cambiato il proprio nome nel più semplice e formale Anexia. Grazie alla generosità del marito, iniziarono subito i lavori per adattare la casa a monastero. L’opera più importante fu sicuramente la costruzione della chiesa, edificata con pietre e borlanti del fiume Serio e dedicata a Santa Maria Assunta.

A riportare alla memoria la bellezza di questo luogo è Rosella Ferrari, da sempre appassionata d’arte. «La chiesa fu completata nel 1347 e all’esterno si presenta in modo semplice e armonioso, con inserti in mattoni rossi, tipici delle chiese romaniche delle nostre zone. L’interno è semplice e lineare, a navata unica. Arco e presbitero riproducono quasi esattamente, in piccolo, quelli della chiesa di Sant’Agostino a Bergamo, che era molto cara alla famiglia Del Zoppo». Gli affreschi più belli e importanti sono quelli attribuiti al Maestro dell’Albero della Vita di San Bonaventura: suoi l’Annunciazione presente sopra l’arco, la Crocifissione posta alle spalle dell’altare, la Gloria di San Tommaso d’Aquino e il Martirio di San Pietro. «Meno prezioso dal punto di vista artistico, ma bellissimo da quello storico, è l’affresco che si trova nella parte sinistra della navata – continua Rosella -. La figura di Giorgio Del Zoppo e della moglie Anexina in veste da monaca spiccano su un paesaggio che riproduce la zona di San Martino Vecchio, con l’antica chiesa parrocchiale sullo sfondo».

Nel 1454 il vescovo Giovanni Barozzi, ritenendo che il monastero fosse troppo isolato, lo soppresse aggregandolo al Monastero Matris Domini di Bergamo. Nel 1797 con la Repubblica Cisalpina i beni vennero venduti alla famiglia Camozzi e successivamente, nel 1869, il Beato Luigi Maria Palazzolo decise di destinare la casa di campagna della propria famiglia all’accoglienza di fanciulle povere e orfane. Nel giro di pochi anni le crescenti richieste lo spinsero alla costruzione del grande orfanotrofio, inglobando al suo interno la magnifica chiesetta romanica di S. Maria Assunta. «Oggi una parte dello stabile ospita la scuola d’infanzia e primaria Paolo VI. Una seconda porzione, inutilizzata, ha invece ospitato per anni le suore della Sacra Famiglia» spiega don Leone Lussana. «Anche se il centro accoglienza è ormai chiuso, le suore dell’Istituto Palazzolo hanno gentilmente concesso alla parrocchia la possibilità di celebrare una delle messe domenicali e sopratutto la solennità dell’Assunta, a cui la chiesa è dedicata. Ancora oggi è conosciuta e apprezzata, e c’è sempre un buon gruppo di persone che partecipa alle funzioni. È anche un’occasione per aprire un luogo che, per storia, fede e cultura, è tra i più significativi del paese e resta meta di scolaresche, fedeli e appassionati di arte».

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