Classe 1937

La mostra “Via della Croce” ad Albino e il ricordo di Renato Nembrini, che posò come Gesù

Fece da modello per le 14 stazioni dello zio Emilio. Prima lavorò come imbianchino, poi frequentò la Scuola d’arte. «Il mio soggetto preferito è Venezia»

La mostra “Via della Croce” ad Albino e il ricordo di Renato Nembrini, che posò come Gesù

di Fabio Gualandris

In occasione della mostra “Via della Croce” allestita ad Albino nel porticato della chiesa di Sant’Anna, incontriamo Renato Nembrini, classe 1937, che in età giovanile di quelle quattordici tavole – realizzate da suo zio, l’artista pradalunghese di fama internazionale Emilio Nembrini (1912-2002) – fu modello per le raffigurazioni nientemeno che di Gesù di Nazaret.

Una vita alla ricerca della bellezza quella di Renato, un percorso a colori vivaci segnato anche da quella esperienza che, fin da giovane, lo ha immerso nel mondo dell’arte, abitato poi a trecentosessanta gradi: dall’imbianchino al colorificio di famiglia, dalla scuola d’arte alla pratica artistica, alle mostre.

«Sono nato a Bergamo il 6 maggio 1937, abitavamo in Borgo Palazzo. Mio padre era operaio alla Ilta, azienda specializzata nella produzione di macchine tipografiche. Quando avevo un anno siamo venuti ad abitare ad Albino».

Come è nata la passione per l’arte?

«Sono cresciuto in una famiglia dove l’arte si ammirava nelle tele appese alle pareti di casa, ma la si praticava anche. Da ragazzo spesso stavo con mio zio, lo aiutavo a dipingere chiese, ricordo quella dei padri Camillini e dei padri Concessionisti a Saronno e a Imperia».

La via della Croce di Albino

Come si è formato?

«Di sera, dopo una giornata di dieci se non dodici ore di lavoro, prendevo la mia bicicletta e raggiungevo Bergamo dove frequentavo la scuola d’arte Fantoni. Ma a quel tempo non si faceva figura, si imparava a fare cartellonistica, cartelloni pubblicitari illustrati da installare lungo le autostrade; era infatti quella una delle forme più importanti di promozione commerciale; poi li tolsero perché ritenuti di distrazione agli automobilisti».

Quando apre un’attività propria?

«Nel 1964 metto un primo negozietto nella parte bassa in via Mazzini, vendevo prodotti del colorificio Stoppani di Sarnico. Aiutato da amici, abbinavo questo servizio all’attività di imbianchino. In quel periodo dipinsi anche la chiesa di Berbenno dove c’era un curato originario di Albino» (…)

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