L'anniversario

La sindaca Carnevali rende omaggio a Ferruccio Galmozzi, il sindaco della Ricostruzione di Bergamo

In occasione degli 80 anni del primo Consiglio comunale dopo il fascismo, la prima cittadina ha svelato il monumento restaurato al primo sindaco della città dopo la Liberazione

La sindaca Carnevali rende omaggio a Ferruccio Galmozzi, il sindaco della Ricostruzione di Bergamo

C’era un tempo in cui, nonostante le enormi difficoltà, la politica era fatta soprattutto di sobrietà. E proprio la sobrietà è stato il tratto distintivo di Ferruccio Galmozzi, il primo sindaco di Bergamo dopo la Liberazione, proclamato il 3 aprile del 1946 durante la prima seduta del consiglio comunale post guerra.

Per ricordarne la figura, di grande importanza per la città, il Comune ha svelato questa mattina (13 aprile), il restauro del monumento a lui dedicato. Si trova a Borgo Santa Caterina, quartiere da cui Galmozzi, pur essendo torinese, proveniva. Si tratta di un gallo che si staglia sopra una lapide di marmo con dedica, realizzato negli anni Settanta dallo scultore Elia Ajolfi, restaurato da Teresa Baldis e donato alla città dai 26 nipoti di Galmozzi.

Alla cerimonia hanno partecipato la sindaca di Bergamo Elena Carnevali e la presidentessa del Consiglio comunale, Romina Russo. Presenti anche il parroco di Borgo Santa Caterina, don Pasquale Pezzoli, i numerosi discendenti dell’ex sindaco e diversi residenti del borgo.

«Galmozzi era di origine sabauda – ha detto Carnevali -, ma profondamente legato alla nostra città. Assessore alla sanità, con l’arrivo della dittatura fascista si dimise intuendo l’oppressione interna e straniera che sarebbe calata sul Paese. Si rifiutò di prendere la tessera del Partito Nazionale Fascista quando fu imposto ai dipendenti pubblici ma non fu licenziato. Poi, dopo la guerra, il 3 aprile del 1946 divenne il nuovo sindaco, primo interprete della rinascita municipale.».

«Le condizioni in cui cominciò a governare erano terribili – ha continuato Carnevali -. Lui, pediatra, si trovò a dover ricostruire una città che aveva il maggior tasso di mortalità di bambini in Italia. Dopo dieci anni di mandato a servizio delle istituzioni democratiche, decise di lasciare la politica. Ebbene, oggi abbiamo la necessità e il dovere di recuperare il valore di quella stagione e di chi l’ha resa possibile. Agire nel solco di quell’eredità».

«In occasione dell’80° anniversario dell’elezione del primo consiglio comunale dopo la Liberazione dal fascismo – ha aggiunto Romina Russo -, vogliamo ricordare Galmozzi, affezionato residente di Borgo Santa Caterina che alla sua morte testimoniò il suo legame con il Borgo lasciando al Comune una somma di denaro da destinare alla costruzione di residenze per anziani. Galmozzi è stato presidente della Fuci, era professore, medico, primario dell’ospedale. Ha sempre unito l’impegno professionale a quello civile e istituzionale».

Per questo il Comune lo ha voluto ricordare con la scultura, restaurata e donata alla città dalla sua nutrita discendenza. «Il nonno – ha detto il rappresentante della famiglia Galmozzi e nipote Roberto Cremaschi – ha voluto lasciare un lascito per favorire la realizzazione della struttura residenziale per gli anziani del Borgo, avveniristica per l’epoca in cui venne costruita, la fine degli Anni Settanta, sia dal punto di vista progettuale sia da quello delle funzioni che avrebbe ospitato».

Si tratta di un palazzo di quattro piani di cemento e acciaio, che si trova alle spalle del Santuario, con appartamenti dai 45 a 60 metri quadrati per ospitare persone anziane o disabili, affinché rimanessero con le loro famiglie. Per questo nell’edificio erano stati previsti spazi comuni, un locale collettivo per stare insieme, una lavanderia, un deposito di mobili, un ambulatorio, locali che poi saranno utilizzati non solo dagli utenti dell’edificio ma anche dalle persone anziane del quartiere.

Il valore sociale è evidente: si tratta di un’iniziativa pilota nel campo delle residenze per anziani come alternativa al ricovero in istituto. La struttura fu aperta nel 1978. E’ attiva anche oggi. Proprio ai suoi piedi, nel cortile interno, è stato installato il monumento restaurato. Alla base c’è un’epigrafe che vale più di mille parole. Recita: «A Ferruccio Galmozzi sindaco della Ricostruzione».