Nicole Locatelli si è aggiudicata il premio Pmi Photo EnterPrize 2026, promosso dal Comitato piccola industria di Confindustria Bergamo attraverso il Gruppo di Lavoro Arte e Cultura – con responsabile Simona Bonaldi, affiancata dai membri Giulia Ghidini, Claudia Sartirani e Giuseppe Taramelli – con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara e del Politecnico delle Arti di Bergamo.
L’iniziativa, giunta alla terza edizione, nasce con l’obiettivo di favorire il dialogo tra il mondo delle Pmi e quello dell’arte, valorizzando la cultura d’impresa e offrendo a giovani artiste e artisti l’occasione di entrare in relazione diretta con i luoghi, i processi e le persone che animano il tessuto produttivo bergamasco.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è stato “Relazioni. Dove nasce l’immagine”, un invito a osservare l’impresa non solo come luogo della produzione, ma come sistema vivo di connessioni: tra persone, competenze, tecnologie, materiali, gesti quotidiani e visioni del futuro. Cinque giovani fotografe dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara hanno visitato e interpretato alcune aziende del territorio, restituendo attraverso le loro opere una narrazione fatta di ricerca, ascolto e bellezza produttiva.
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La vincitrice, Nicole Locatelli
Le artiste coinvolte sono Camilla Aprile, Nicole Locatelli, Valeria Olivo, Erika Ungari e Yuliya Vladkovska. Le aziende fotografate sono la C.R. Technology Systems Spa, il Calzificio M. Bresciani Srl, la Monaci Demolizioni Speciali Srl, l’Iterchimica Spa e la Taramelli Srl. Il percorso ha previsto anche un workshop ospitato da Cosberg, durante il quale le partecipanti hanno potuto approfondire il rapporto tra fotografia, industria contemporanea e racconto per immagini.
Le opere realizzate sono raccolte nel catalogo dell’edizione 2026 – a cura e sostenuto da Peo Comunicazione culturale e d’impresa – e presentate nella mostra allestita da Taramelli Srl al Monastero del Carmine, in Città Alta, dove si è svolta anche la serata di premiazione. La mostra resterà aperta fino a domenica (12 luglio), con ingresso venerdì e sabato dalle 15 alle 19 e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
La giuria, composta da Francesco Pedrini (artista, docente e già direttore dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara fino al 2024), Filippo Romano (artista e fotografo documentarista e di architettura) e Davide Tranchina (artista e docente di Fotografia, membro del Consiglio accademico dell’Accademia di Belle Arti di Bologna), ha decretato l’opera vincitrice tra i lavori presentati.
Come evidenziato nelle motivazioni, l’opera dal titolo La strada che non si vede nasce camminando si distingue per la capacità di trasformare la fotografia da semplice strumento di rappresentazione a dispositivo di significato. Attraverso un’immagine essenziale e poetica, l’opera restituisce il valore delle relazioni che costruiscono l’impresa, facendo dell’oggetto fotografato un segno capace di evocare ciò che permane oltre il visibile.

Il progetto, sviluppato all’interno del Calzificio Bresciani, nasce dall’osservazione dei gesti, dei materiali e delle abitudini del calzificio. I calzini diventano segni di ordine e cura, trasformandosi in materia, struttura e colore all’interno dello spazio di lavoro. Disposti su tavole di legno, raccontano il gesto industriale come un linguaggio, mentre una scritta affiora nell’immagine come traccia sospesa, rivelata solo dal titolo.
Matteo Zanetti, presidente di Confindustria Bergamo, ha commentato: «Questo premio conferma il valore del dialogo tra arte e impresa: attraverso lo sguardo di giovani artiste, le nostre Pmi diventano luoghi di cultura, relazione e innovazione. Questo progetto ci aiuta a raccontare l’impresa non solo per ciò che produce, ma per il modo in cui genera valore per le persone e per il territorio».