È stato un sabato mattina dinamico quello del 17 gennaio per la biblioteca di Alzano Lombardo, che si è riconfermata polo di cultura a 360 gradi con due eventi capaci di mettere insieme il passato e la storia locale con il presente e futuro delle più recenti forme d’arte.
Momento clou della mattinata è stato infatti il convegno dal titolo “Parla come mangi” dedicato alla lingua bergamasca, in occasione della giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali, anticipato dall’inaugurazione della mostra pittorica “Quel paese” dell’artista locale Mirco Adobati.
Come avviene da qualche anno a questa parte, la biblioteca di Alzano continua a essere uno spazio di espressione ed emozione, capace di aprirsi a più discipline artistiche. Dopo aver ospitato nelle ultime settimane le opere di Stefano Alvino, alzanese già conosciuto nell’ambito della pop art avanzata grazie a esposizioni negli Stati Uniti e alla Biennale di Firenze, ora è il turno di Mirco Adobati.
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Nato e cresciuto proprio a due passi dalla biblioteca, il giovane artista classe 1993 si appassiona fin da piccolo al disegno e alle illustrazioni, che diventano il suo modo più naturale per raccontare ciò che vede e immagina. Il risultato del suo percorso è in parte raccolto attraverso i pannelli di “Quel paese”, in cui emerge l’opera chiamata “Ol Cadénù”, che omaggia la sua Alzano rappresentando Piazza Italia in uno dei suoi edifici meno rappresentativi e trasmettendo l’invito a rallentare e godersi anche gli attimi in apparenza meno rilevanti.
«Una peculiarità è che sia Alvino che Adobati sono reduci dal Progetto Giovani di Alzano, attraverso cui hanno potuto coltivare la propria passione insieme ad altri ragazzi del paese – ha sottolineato il sindaco Camillo Bertocchi –. Questo testimonia la bontà del progetto e ci rende molto orgogliosi».
In tarda mattinata, il nuovo spazio (…)