Per “Tierra!” Fabio Deotto a Presezzo e Silvia Zanella a Bonate Sotto
Venerdì 14 e sabato 15 marzo. Il mondo visto dal futuro e la felicità tra le numerose incombenze quotidiane

La rassegna itinerante “Tierra!” continua a cercare rotte per un mondo più umano. Questa settimana il lungo viaggio di incontri che termineranno il 12 aprile fa tappa a Presezzo e Bonate Sotto per incontrare, venerdì 14, lo scrittore e giornalista Fabio Deotto e, sabato 15, la manager per le più grandi aziende di risorse umane e di consulenza al mondo, autrice e giornalista , Silvia Zanella.
Venerdì 14 marzo, alle 21, nell’incontro “Il mondo nel 2040” a Presezzo, alla sala “Lydia Gelmi Cattaneo” di via Moioli, Deotto porta il pubblico nel mondo del 2040. Con otto autori internazionali ha raccontato come abbiamo cambiato il mondo tra il 2025 e il 2040. «Nel 2040 – spiega l’autore - il mondo non è ancora finito. Sembra una considerazione banale, oggi, ma fino a quindici anni fa era tutt’altro che scontato: a metà degli anni venti le emergenze climatiche, le crisi economiche e le guerre sembravano i prodromi di una catastrofe inaggirabile. Questa però non è la storia di una vittoria, ma di un atterraggio imperfetto. Come stiamo uscendo dal periodo più cupo della storia dell’umanità? Quanta strada abbiamo ancora da fare?». Più che immaginare il futuro, Deotto proietta “l’ombra del presente”, per citare Primo Levi, rendendo tangibili le trasformazioni che stiamo vivendo. Stiamo davvero lavorando di meno? Abbiamo scongiurato la deriva autoritaria? Come abbiamo imparato a vivere in un mondo più caldo? Come sono cambiate le migrazioni?

Sabato 15 marzo, alle 21, con “Sempre più operativi e felici, si può” al salone della scuola materna “Regina Margherita” in via Locatelli 1 a Bonate Sotto, si affronta un tema che riguarda molti di noi. Il lavoro, infatti, sta cambiando in modo tumultuoso, troppo spesso avvelenando le nostre vite: call di fatte dal divano di casa o dal parco giochi davanti alla scuola dei figli, smart working sognato o imposto, flessibilità o cartellini da timbrare a tutte le ore, capi invadenti o incapaci di delegare, bisogno di staccare e mail che ci inseguono fin dentro il bagno. “Ma non è (più) normale star male per lavoro. Se riuscissimo a liberarci di tutti i comportamenti e i pensieri che inquinano le nostre giornate lavorative - sostiene Silvia Zanella - potremmo già oggi stare molto meglio, essere più efficienti e, perché no?, più felici». Un cambiamento che porterebbe vantaggi non solo agli individui, ma anche alle aziende. Partendo da situazioni e frasi quotidiane, Silvia Zanella ci insegna a riconoscere tutte le abitudini e le parole che ci tolgono la voglia di andare a lavorare ogni mattina, per vivere più felici.