Città Alta

Seta, il viaggio continua: una settimana in più tra abiti-scultura e tessuti preziosi a Palazzo Moroni

Prorogate fino al 25 maggio le esposizioni dedicate all’arte serica: dai celebri abiti di Roberto Capucci ai raffinati dettagli delle sete antiche tra sacro e profano

Seta, il viaggio continua: una settimana in più tra abiti-scultura e tessuti preziosi a Palazzo Moroni

Dopo il grande successo registrato nel fine settimana del 16 e 17 maggio con la quarta edizione di “Seta”, il più importante appuntamento bergamasco dedicato all’arte serica, Palazzo Moroni prolunga l’esperienza con un’intera settimana aggiuntiva di mostre, visite e approfondimenti nel cuore di Bergamo Alta.

Fino a lunedì 25 maggio sarà infatti ancora possibile visitare “Capucci: la forma della seta”, esposizione realizzata in collaborazione con il Museo della Seta di Como e ospitata nella scenografica Sala da Ballo del Bene del Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano. Un’occasione rara per ammirare quattro spettacolari creazioni di Roberto Capucci, presentate per la prima volta in esclusiva a Bergamo.

Gli abiti-scultura del celebre stilista, appartenenti alla collezione Roberta Noseda Droulers e oggi custoditi dal Museo della Seta di Como, trasformano il tessuto in architettura. Volumi, pieghe e colori dialogano con la storica manifattura serica Taroni, da sempre legata al lavoro di Capucci, dando vita a opere che superano il concetto tradizionale di moda per entrare nel territorio dell’arte.

L’allestimento accompagna il visitatore anche dietro le quinte della creazione tessile. Accanto agli abiti trovano spazio cartelle colori, quaderni di tessitura e materiali provenienti dagli archivi del Museo della Seta di Como e dagli archivi storici Taroni. Presente inoltre un campionario tattile che permette di scoprire da vicino consistenze e lavorazioni della seta, mettendo in luce la complessità artigianale nascosta dietro ogni creazione.

Prosegue parallelamente anche “Rosaceo: la seta, tra sacro e profano”, realizzata in collaborazione con il Bernareggi Museo Diocesano. Il percorso mette in dialogo il celebre “Cavaliere in rosa” di Giovanni Battista Moroni con una selezione di preziosi paramenti sacri realizzati tra Cinquecento e Ottocento, seguendo la storia e il significato di uno dei colori più raffinati e simbolici della tradizione occidentale: il rosa.

Da giovedì 21 a lunedì 25 maggio il pubblico potrà inoltre partecipare a speciali visite guidate dedicate alle sete antiche che decorano il piano nobile del Palazzo.