La poesia come forma di conoscenza, esercizio interiore e possibilità di avvicinarsi a ciò che sfugge alla ragione. È questo il filo conduttore di “Simone Weil: L’ultima soglia”, l’incontro in programma giovedì 5 novembre, alle 17.30, alla Fondazione Serughetti La Porta di Bergamo.
Al centro dell’appuntamento ci sarà il rapporto tra la filosofa francese e la poesia, una passione coltivata fin dalla giovinezza e diventata, nel corso degli anni, una presenza sempre più profonda nella sua ricerca intellettuale e spirituale. Per Weil, infatti, la scrittura poetica non rappresentava soltanto una forma espressiva, ma una disciplina interiore, capace di dare voce all’invisibile e di mettere in relazione il rigore del pensiero con la bellezza e il mistero.
A guidare il pubblico in questo percorso saranno Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito, studiosi che da tempo si occupano dell’opera weiliana e che hanno curato la traduzione italiana dell’intera produzione poetica dell’autrice, arricchendola con un apparato di note e approfondimenti sulle sue riflessioni intorno alla scrittura. A dialogare con loro sarà Ivo Lizzola.
L’incontro offrirà così l’occasione per riscoprire un aspetto meno conosciuto di Simone Weil, mostrando come, nella sua opera, poesia e filosofia non siano mondi separati, ma percorsi che possono incontrarsi e alimentarsi reciprocamente, fino a spingersi oltre i confini della ragione.
L’appuntamento si terrà nella sede della Fondazione, in viale Papa Giovanni XXIII 30, a Bergamo. Informazioni e dettagli: Fondazione Serughetti La Porta.