15esima edizione

Tre luoghi da riscoprire con le Giornate Fai d’Autunno

Sabato 10 e domenica 11 ottobre il Seminario Vescovile e il Palazzo della Prefettura a Bergamo, insieme all’Oratorio di Calvenzano, aprono eccezionalmente al pubblico

Tre luoghi da riscoprire con le Giornate Fai d’Autunno
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Ci sono luoghi che fanno parte del paesaggio quotidiano, ma che raramente si ha occasione di visitare. Edifici che si incontrano passando per la città, chiese immerse nella campagna, palazzi istituzionali di cui si conoscono le facciate ma non gli ambienti interni. È anche a questi luoghi meno conosciuti che sono dedicate le Giornate Fai d’Autunno, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre.

La quindicesima edizione dell’iniziativa del Fondo per l’Ambiente Italiano propone oltre 700 aperture in 350 città italiane. Nella Bergamasca sono tre i luoghi che, per l’occasione, potranno essere visitati eccezionalmente: il Seminario Vescovile Giovanni XXIII e il Palazzo della Prefettura a Bergamo, oltre all’Oratorio della Beata Vergine Assunta di Calvenzano. Tre realtà molto diverse, che permettono di conoscere aspetti meno consueti della storia e del patrimonio del territorio.

A Bergamo Alta il primo appuntamento è al Seminario Vescovile Giovanni XXIII, sulla sommità del Colle di San Giovanni. Inaugurato nel 1967, il grande complesso fu progettato dagli architetti Vito Sonzogni e Giuseppe Pizzigoni tra il 1961 e il 1966. È una delle espressioni più interessanti dell’architettura bergamasca del secondo Novecento, con il suo linguaggio moderno e brutalista fatto di calcestruzzo armato, pietra, intonaco e ampie vetrate.

Il Seminario occupa circa 20.500 metri quadrati e comprende chiese, aule, alloggi, auditorium, biblioteca, archivi, cucine e refettori. La costruzione dialoga inoltre con alcune preesistenze, come la chiesa di San Giovanni sul Colle e i palazzi Sozzi e Bernareggi. L’interno si sviluppa su otto livelli collegati da due gallerie anulari, creando un insieme articolato, fatto di saliscendi, cortili e prospettive inattese.

Durante le Giornate Fai sarà possibile entrare negli spazi normalmente riservati alla vita e alla formazione dei seminaristi: dalle aule alle camere, dalle cucine ai refettori. A guidare le visite saranno seminaristi e docenti, che racconteranno anche la quotidianità all’interno del complesso. Tra gli ambienti più suggestivi c’è la chiesa ipogea, grande circa 1.600 metri quadrati e progettata come una sorta di grotta mistica. Al suo interno si trova un organo di circa 3 mila canne, recuperato dall’antica chiesa di San Giovanni. Sarà inoltre possibile conoscere la Biblioteca Diocesana di Bergamo, documentata già nel 1697, che per l’occasione riserverà una sorpresa ai visitatori.

Il secondo appuntamento è nel cuore della Bergamo istituzionale, al Palazzo della Prefettura di via Tasso, ospitato nel Palazzo della Provincia. L’edificio, realizzato nell’Ottocento, fu la prima grande opera pubblica inaugurata in città dopo la nascita del Regno d’Italia. La sua architettura neorinascimentale riflette il gusto eclettico dell’epoca, mentre le decorazioni esterne richiamano la storia della città e i protagonisti del Risorgimento.

Gli interni sono altrettanto ricchi. Gli scaloni monumentali conducono alle sale di rappresentanza, arricchite da arredi, tappezzerie e opere di artisti bergamaschi come Antonio Cifrondi, Ponziano Loverini, Manzù e Bonfanti. Particolarmente importante è il Salone di Ulisse, che conserva gli affreschi realizzati nel 1556 da Giovanni Battista Castello, detto il Bergamasco, provenienti da Villa Lanzi di Gorlago.

La visita comprenderà le sale di rappresentanza della Prefettura, la camera del Presidente e il Salone di Ulisse. Sarà inoltre possibile conoscere il Giardino di scultura, particolare spazio inserito nel complesso, e attraversare le vetrate normalmente chiuse che si affacciano sul cortile interno del palazzo.

L’ultima tappa è a Calvenzano, dove apre eccezionalmente l’Oratorio della Beata Vergine Assunta, una piccola chiesa campestre sorta lungo l’antica Via Argentea romana, che collegava Milano a Venezia. Isolato nel paesaggio rurale, l’oratorio è stato per secoli una meta per la devozione delle comunità locali e dei viandanti.

A sorprendere è soprattutto la ricchezza della decorazione. Il portico conserva affreschi con un Giudizio Universale, nel quale Paradiso e Inferno si fronteggiano, mentre l’interno, a navata unica, mantiene il pavimento originale in cotto ed è interamente affrescato. Nel presbiterio si trovano opere della fine del Cinquecento, tra cui i Quattro Evangelisti e la pala dell’Assunta, riconducibili a modelli di Simone Peterzano, maestro di Caravaggio.

Del 1623 è invece il grande ciclo di Tommaso Pombioli dedicato alla vita di Maria, con Sibille, Profeti e Angeli musicanti. Il percorso culmina nella drammatica Strage degli Innocenti. Un importante restauro, concluso nel 2000, ha restituito leggibilità ai colori e ai dettagli delle pitture.

L’oratorio è inoltre al centro del progetto “Pombioli Augmented Experience”, realizzato nel 2025 grazie al contributo del Fai e di Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma “I Luoghi del Cuore”. Il percorso comprende strumenti pensati per rendere la visita più accessibile, tra cui un modellino tridimensionale, spiegazioni in braille, video-narrazioni in LIS e tavolette tattili.

Le visite delle Giornate Fai sono a contributo libero. Informazioni sull’elenco completo dei luoghi aperti e sulle modalità di visita sono disponibili sul sito www.giornatefai.it. L’Oratorio della Beata Vergine Assunta di Calvenzano sarà aperto sabato dalle 14 alle 19 e domenica dalle 9 alle 19.