si arricchisce d'arte

Un nucleo di opere del maestro Mario Sironi (donate dal nipote) entrano a far parte delle collezioni Gamec

Il cartone preparatorio per la pittura dell'Aula Magna alla Sapienza di Roma e un bozzetto dei teleri per il Palazzo delle Poste a Bergamo

Un nucleo di opere del maestro Mario Sironi (donate dal nipote) entrano a far parte delle collezioni Gamec
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La collezione della Gamec di Bergamo si arricchisce di un nucleo di opere di Mario Sironi (1885-1961), tra i principali esponenti della pittura italiana del Novecento, a seguito dell’accordo siglato tra il Comune di Bergamo e il nipote dell’artista, lo storico dell’arte Andrea Sironi-Straußwald. Alla Galleria d’Arte bergamasca saranno donati un cartone preparatorio per L’Italia tra le Arti e le Scienze, la monumentale pittura murale che Sironi eseguì nel 1935 per l’Aula Magna della Sapiena di Rona. A questo si aggiungono sette disegni inediti, tra cui un bozzetto dei teleri per il Palazzo delle Poste di Bergamo.

Una donazione che fa luce sull’iter progettuale dell’artista

L’Italia tra le Arti e le Scienze è considerato uno dei capolavori più complessi (si estende per oltre 140 metri quadrati) e controversi del Novecento italiano. Per realizzare l’affresco, l’artista elaborò imponenti disegni con cui definì le figure allegoriche disposte attorno alla personificazione dell’Italia. L’opera è stata inoltre protagonista di una travagliata vicenda storica: censurata e ridipinta nel secondo dopoguerra per rimuoverne i simboli del regime fascista, è stato infine riportato alla luce nel 2017 grazie a un rigoroso intervento di restauro.

Nello stesso ciclo di studi rientra Figura (Grande nudo), opera già conservata nelle collezioni della Gamec a seguito della donazione di Giovanni Pandini nel 1993. Ricerche storico-critiche condotte dalla studiosa Mariastella Margozzi in occasione del volume Sironi. La Grande Decorazione (2004) hanno reso possibile un’eccezionale ricomposizione: la comparazione tra Il Grande nudo e il cartone giunto con la nuova donazione, privo della porzione superiore, ha infatti rivelato una coincidenza strutturale.

Dettagli come il piede della figura seduta e il profilo dell’arco sovrapposto, infatti, combaciano, Una scoperta che unisce idealmente le due parti in un’unica opera compositiva, che fa luce sulle tecniche di trasposizione dal disegno al muro e sul complesso iter progettuale del maestro lombardo,

Un bozzetto preparatorio per il Palazzo delle Poste di Bergamo

Entra in collezione, oltre al cartone, anche un bozzetto preparatorio legato ai teleri per il Palazzo delle Poste di Bergamo. Tra il 1932 e il 1932, per decorare la Sala dei Telegrafi dello storico edificio progettato dall’architetto Angiolo Mazzoni, l’artista fu incaricato di realizzare due imponenti tele intitolate Il lavoro nei campi (o L’Agricoltura) e Il lavoro in città (o L’Architettura). Gli studi preparatori, eseguiti prevalentemente a tempera, matita e carboncino su carta, servirono al pittore per definire l’idea compositiva prima del passaggio alle opere monumentali.

Anche in questi lavori emergono i tratti inconfondibili del suo stile: la costruzione solida dei volumi, l’integrazione perfetta con l’architettura razionalista dell’ambiente circostante e una celebrazione quasi solenne del lavoro umano, incarnato da figure scultoree. Completa la donazione una serie di sei disegni a matita e tecnica mista dedicati alla progettazione della tomba della figlia Rossana: lavori che testimoniano ulteriormente il profondo legame tra Sironi e il territorio bergamasco, frequentato dall’artista fin dagli anni Venti e scelto come rifugio familiare durante la Seconda guerra mondiale.

Nel cimitero monumentale di Bergamo si trovano infatti le sepolture di famiglia: quella della madre Giulia Villa, per la quale Sironi ideò nel 1943 una semplice edicola in porfido, e quella della figlia Rossana, morta prematuramente nel 1948 a diciotto anni. Alla sua scomparsa, nel 1961, anche l’artista volle essere sepolto a Bergamo accanto ai suoi cari. I fogli donati documentano la genesi del rigoroso monumento funerario per Rossana e costituiscono una delle rare e più toccanti testimonianze della progettazione architettonica di Sironi.

Contestualmente alla donazione, il Comune di Bergamo ha formalizzato anche l’acquisizione della concessione e delle edicole funerarie della famiglia Sironi, assumendone la manutenzione perpetua e la tutela come monumento storico cittadino. Il corpus di opere sarà presentato alla Gamec venerdì 16 ottobre alle 18.30, ingresso libero. Le opere oggetto della donazione saranno poi allestite nell’ambito del percorso espositivo Una Galleria, Tante Collezioni, affiancando i lavori di Sironi già conservati dal museo.