La casa deve tornare al centro dell’agenda politica cittadina: è la richiesta lanciata da Sinistra Italiana Bergamo, che interviene sul tema dell’emergenza abitativa alla luce dei dati diffusi dall’Osservatorio Cresme per Ance Lombardia. In una nota stampa, il gruppo chiede alla maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale una verifica di metà mandato dedicata alle politiche per l’abitare.
Gli affitti sono cresciuti del 52 per cento nei primi sei mesi
Secondo il rapporto, Bergamo è la seconda città lombarda per aumento dei canoni di locazione: tra il primo semestre del 2019 e quello del 2026 gli affitti sono cresciuti del 52 per cento, con un canone medio superiore ai 10,6 euro al metro quadrato. Per un appartamento di 85 metri quadrati l’affitto si avvicina così ai 900 euro mensili.
Per Sinistra Italiana si tratta di una situazione che rischia di escludere dalla città non solo le fasce più fragili, ma anche il ceto medio. «Quando l’affitto erode oltre il 50% di uno stipendio medio, non parliamo di mercato, ma di una violazione del diritto all’abitare», sostiene il partito, citando tra le categorie maggiormente penalizzate infermieri, insegnanti, studenti e giovani coppie.
Nel comunicato vengono individuate responsabilità sia a livello nazionale sia regionale. Da un lato viene criticata la scelta del Governo di eliminare il fondo per il sostegno agli affitti e quello destinato alla morosità incolpevole; dall’altro Sinistra Italiana punta il dito contro la gestione della Regione Lombardia e di Aler, ritenuti «un mero ente riscossore, una controparte burocratica ostile, più impegnata a fare cassa che a rispondere al bisogno dei cittadini».
Tra i fattori penalizzanti anche la crescente diffusione degli affitti turistici, accusati di ridurre l’offerta di abitazioni destinate ai residenti. Il partito chiede quindi che il Comune apra un confronto all’interno della maggioranza per ridefinire le priorità dell’azione amministrativa. «Come forza di maggioranza, chiediamo al Comune di Bergamo di fare insieme una verifica di metà mandato, mettendo al centro della nostra agenda comune le politiche abitative come priorità assoluta e non la sicurezza», è l’appello rivolto all’amministrazione.
Tra le criticità evidenziate c’è anche il patrimonio pubblico inutilizzato. Secondo Sinistra Italiana, circa 240 alloggi di proprietà comunale risultano ancora non assegnabili perché necessitano di interventi di manutenzione o ristrutturazione. Viene inoltre ricordato che nell’ultimo bando sono stati messi a disposizione soltanto 60 alloggi, a fronte di 876 domande presentate: il 90 per cento delle richieste sono state respinte.
Tra le soluzioni avanzate ci sono l’aumento degli investimenti per recuperare più rapidamente gli alloggi popolari, il potenziamento dell’Agenzia per la casa e il rispetto delle quote di edilizia sociale e convenzionata (12 e 8 per cento) previste nei nuovi interventi urbanistici, evitando la monetizzazione.
Sul fronte del patrimonio privato, Sinistra Italiana richiama il dato degli oltre 11.700 appartamenti sfitti presenti in città e propone l’introduzione di un modello di “Affitto Civico”, sul modello di Bologna, con incentivi ai proprietari che concedono gli immobili a canoni calmierati, accompagnati da garanzie contro la morosità. Parallelamente viene proposta una maggiore imposizione fiscale sugli immobili lasciati vuoti.
Il partito conclude ribadendo la disponibilità ad avviare un confronto con le altre forze della maggioranza per rafforzare le politiche abitative nel bilancio comunale e promuovere momenti di ascolto e confronto con la cittadinanza.