Non è un semestre da record sotto tutti gli aspetti, ma è uno di quelli che raccontano con una certa chiarezza la direzione intrapresa. A2A continua a investire con decisione nella transizione energetica, aumenta i ricavi, consolida la propria presenza nei business regolati e nelle energie rinnovabili e incassa un riconoscimento importante da S&P Global. Dall’altra parte, però, deve fare i conti con un contesto che pesa sui margini, tra maggiori costi, ammortamenti e un contributo inferiore di alcuni impianti. Il risultato è un bilancio che conferma la solidità del gruppo, pur mostrando un rallentamento della redditività rispetto allo scorso anno.
Nel primo semestre del 2026 gli investimenti hanno raggiunto i 718 milioni di euro, in crescita del 5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Circa il 70 per cento delle risorse è stato destinato a progetti di sviluppo: dal potenziamento delle reti elettriche alla realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, fino alle attività legate all’economia circolare. Una quota rilevante degli investimenti, pari al 67 per cento, rientra inoltre nei criteri della Tassonomia europea per la finanza sostenibile.
Ricavi in aumento, utili in calo
Sul fronte economico i ricavi adjusted sono saliti a 8,425 miliardi di euro, con un incremento del 22 per cento rispetto ai primi sei mesi del 2025. La crescita è stata trainata soprattutto dall’aumento delle quantità di energia elettrica scambiate sui mercati all’ingrosso e dai maggiori volumi venduti ai clienti del mercato retail.
Più contenuto, invece, l’andamento della redditività. Il margine operativo lordo adjusted si è attestato a 1,181 miliardi di euro, in calo del 3 per cento, mentre l’utile netto adjusted è sceso a 374 milioni, con una flessione dell’11 per cento. A incidere sono stati soprattutto l’aumento dei canoni delle concessioni idroelettriche, il minor contributo di alcuni impianti di trattamento e il peso degli ammortamenti legati agli investimenti effettuati negli ultimi anni. A compensare almeno in parte questi effetti hanno contribuito la maggiore produzione da fonti eoliche e fotovoltaiche, i risultati del trading energetico e la crescita delle attività regolamentate, come la distribuzione elettrica e il servizio idrico.
La strategia punta su rinnovabili e data center
Secondo l’amministratore delegato Renato Mazzoncini, il semestre conferma la tenuta del modello industriale del gruppo nonostante l’incertezza che continua a caratterizzare i mercati energetici e lo scenario geopolitico. Il manager sottolinea come la crescita degli investimenti e della capacità installata da fonti rinnovabili rappresenti un tassello concreto del percorso di decarbonizzazione, mentre prosegue anche la strategia legata ai data center. A2A ha infatti già avviato i primi progetti e ha stretto un accordo con Equinix per recuperare il calore prodotto dai data center e immetterlo nella rete di teleriscaldamento di Milano, un’iniziativa che a regime potrebbe soddisfare il fabbisogno di oltre 21 mila abitazioni.
Nel semestre è proseguita anche la crescita delle attività legate alle energie rinnovabili. La capacità installata da fonti verdi ha raggiunto i 2,7 gigawatt, in aumento del 5 per cento, grazie all’entrata in esercizio di nuovi impianti fotovoltaici ed eolici. Parallelamente sono aumentate del 24 per cento le vendite di energia elettrica sul mercato retail, con un contributo significativo del segmento business e una crescita dell’energia certificata verde.
Confermati gli obiettivi per il 2026
Tra gli elementi più positivi del semestre c’è anche il giudizio di S&P Global, che ha migliorato il profilo di rischio operativo di A2A da “Satisfactory” a “Strong”, riconoscendo il rafforzamento del portafoglio di investimenti nelle rinnovabili e nelle reti elettriche e la stabilità dei flussi di cassa generati dalle attività regolamentate. L’agenzia ha inoltre confermato il rating di lungo termine BBB con outlook stabile.
Nonostante la lieve contrazione di margini e utili, il gruppo conferma infine gli obiettivi per l’intero 2026. La guidance prevede un Ebitda adjusted compreso tra 2,21 e 2,25 miliardi di euro e un utile netto adjusted tra 630 e 660 milioni, a conferma della fiducia nella capacità di mantenere il percorso di crescita avviato negli ultimi anni.