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L'allarme

Aeroporto di Orio, anche i lavoratori dell’indotto in ginocchio

A rischio posti di lavoro per dipendenti della sicurezza, pulizie, ristorazione, negozi e parcheggi

Aeroporto di Orio, anche i lavoratori dell’indotto in ginocchio
Economia 14 Aprile 2021 ore 15:14

Con un comunicato oggi (mercoledì 14 aprile) Filcams-Cgil di Bergamo fa presente la difficile situazione dello scalo di Orio al Serio, dove non rischiano il posto di lavoro solo i lavoratori dell’aeroporto e il personale di volo, ma anche i lavoratori dell’indotto, ovvero le guardie di sicurezze, gli addetti alle pulizie, quelli della ristorazione, i negozi e i dipendenti delle società che gestiscono i parcheggi.

Prima della crisi sanitaria ogni giorno c’erano dai 120 ai 140 voli, oggi ci si è ridotti a circa una ventina di voli: a rischio sono anche i 17 bar e ristoranti e i 27 negozi dell’aeroporto, che chiaramente non lavorano più come prima, oltre alle già citate categorie, che assieme costituiscono circa 2500 posti di lavoro a rischio.

«Fino al febbraio del 2020 nel comparto delle pulizie e in quello delle guardie giurate in aeroporto il problema stava nella mancanza di ore: non bastavano per l’aumentata mole di lavoro che il personale si trovava ad affrontare. Poi, ovviamente, tutto è cambiato – racconta Cristina Guerinoni della Filcams-Cgil di Bergamo -. Così per i 150 lavoratori degli appalti della vigilanza armata e non armata di Italpol e Sicuritalia è arrivata la cassa integrazione, come anche per i 51 lavoratori degli appalti delle pulizie Dussmann (il prossimo maggio, tra l’altro, l’appalto si concluderà). Da marzo 2020 è rimasta completamente chiusa la mensa interna, quella riservata ai lavoratori Sacbo, per la quale l’appalto si è chiuso il mese scorso e non è più stato rinnovato. Non c’è stata alcuna nuova gara e preoccupa il destino dei 15 dipendenti che al momento si trovano in Fis (Fondo di Integrazione Salariale). Non sappiamo che intenzioni abbia Sacbo, se riaprirà questa mensa oppure no. Abbiamo chiesto un incontro, ma per ora non è giunta nessuna risposta sulla ricollocazione».

Oltre a questi lavoratori, in difficoltà sono anche i dipendenti della società che gestisce i parcheggi: «I parcheggi sono quasi vuoti, con Apcoa Parking AG, la società di gestione, ugualmente in difficoltà e con personale ridotto, a rotazione, in cassa», sottolinea Guerinoni.

«Ora, proprio come i colleghi della Filt-Cgil che seguono il comparto del personale di bordo e dell’handling a terra, anche per le nostre categorie che lavorano in questo come negli altri scali italiani serve un sostegno specifico: i negozi, i bar possono essere aperti, ma se non ci sono passeggeri nello scalo è chiaro che nessuno lavorerà – commenta Mario Colleoni, segretario generale della Filcams-Cgil di Bergamo. Tra l’altro, il destino di questi addetti è davvero delicato: è legato non solo all’uscita dalla crisi sanitaria a livello nazionale, ma ovviamente al superamento delle restrizioni anti-Covid entro un panorama più ampio, quantomeno europeo, proprio per il traffico aereo (pensiamo a Ryanair) su cui conta».