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All’Istituto Betty Ambiveri la terza edizione di Mesga

Si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso in meccatronica di M.S. Ambrogio, rivolto agli istituti tecnici delle province di Lecco e Bergamo

All’Istituto Betty Ambiveri la terza edizione di Mesga

Seconda affermazione per il Betty Ambiveri: una delle due squadre partecipanti dell’Istituto di Presezzo ha conquistato la vittoria nella terza edizione di «Mesga – Mechatronic Solutions Game», facendo il bis del successo ottenuto nel 2024. Mercoledì 15 aprile si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso in meccatronica promosso e organizzato da M.S. Ambrogio, multinazionale con sede a Cisano Bergamasco, rivolto agli studenti degli istituti tecnici delle province di Lecco e Bergamo.

Le parole del presidente Mario Sangalli

Ad aprire l’incontro è stato Mario Sangalli, presidente & Ceo di M.S.Ambrogio: «Questa iniziativa, fortemente voluta dall’azienda per promuovere le opportunità che il mondo industriale offre a giovani ingegnosi e volenterosi, ha registrato ogni anno un’adesione sempre più partecipata. In questa edizione, abbiamo constatato come le tecnologie a disposizione degli studenti possano rappresentare un potenziale enorme, se utilizzate con intelligenza, oppure rivelarsi un ostacolo, se utilizzate con superficialità. Nella situazione geopolitica attuale, che ci propone quotidianamente scenari orientati al conflitto e alla distruzione, il mondo imprenditoriale ha l’occasione di proporre ai giovani scenari alternativi, in cui si sentano protagonisti con le loro idee e percepiscano nell’innovazione un valore sociale consente di costruire il futuro con positività». In seguito si è rivolto direttamente ai ragazzi presenti: «Il nostro futuro sono le vostre teste, il vostro modo di ragionare: il mio consiglio è di investire su di voi mettendoci cuore e passione».

Quattro istituti partecipanti

All’edizione 2026 di Mesga hanno partecipato 4 istituti tecnici (oltre al Betty Ambiveri ecco Itis Paleocapa di Bergamo, IIS Badoni di Lecco e IIS Fiocchi di Lecco), con 12 squadre e un totale di circa 70 studenti. Come detto, il primo posto è stato assegnato a una delle due squadre del Betty Ambiveri, e in particolare al team composto dagli studenti Matteo Ceccherini, Matteo Soliveri, Mattia Ronzoni e Jacopo Maestroni, sotto la supervisione del professor Giulio Roncalli.
A ritirare il premio è stato il Dirigente Scolastico, professor Gianbattista Grasselli, che ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto: «Questo riconoscimento ci rende particolarmente orgogliosi, perché testimonia la qualità del lavoro svolto dai nostri studenti e docenti. La competizione, anno dopo anno, diventa sempre più viva e stimolante. Il premio rappresenta anche un’opportunità concreta: ci permetterà di dotare i nostri laboratori di nuova strumentazione, che sarà a disposizione delle future classi. È una bella eredità che questi studenti di quinta lasciano ai compagni che intraprenderanno lo stesso percorso nei prossimi anni».

Il tema dell’operato

I team si sono confrontati con la progettazione di un sistema di assemblaggio automatico per un prodotto composto da più elementi, lavorando su parametri e requisiti tecnici realistici. Il risultato non è stato solo un esercizio teorico, ma un vero percorso progettuale, raccontato attraverso video di pochi minuti in cui ogni gruppo ha dovuto sintetizzare idee, scelte tecniche e logiche di sviluppo. Un’esperienza che, come dimostrato anche nelle precedenti edizioni, unisce competenze tecniche e capacità comunicative in modo sempre più efficace.

L’intervento di Marco Ruggeri

Infine il Direttore Generale del Gruppo, Marco Ruggeri, ha evidenziato come il valore di Mesga si estenda anche al modo in cui i giovani affrontano strumenti sempre più evoluti: «Non si tratta solo di risolvere un quesito ingegneristico. I ragazzi sono chiamati a lavorare in gruppo, a confrontarsi, a gestire le differenze e a convergere verso un obiettivo comune. Quest’anno, il Comitato Tecnico Scientifico ha osservato come l’Intelligenza Artificiale sia stata utilizzata da diversi gruppi. E questo è un dato positivo: non utilizzarla significherebbe restare fermi, è uno strumento che può offrire spunti preziosi, ma deve rimanere tale. Alcune presentazioni ci hanno fatto riflettere: fino a pochi anni fa eravamo noi a utilizzare strumenti digitali per raccontare le nostre idee. Oggi il rischio, se non si è consapevoli, è quello opposto: diventare semplici esecutori di contenuti generati dall’IA. L’Intelligenza Artificiale può supportare, suggerire, accelerare, ma non può sostituire la capacità di comprendere, valutare e scegliere. Le idee devono restare delle persone».