A dicembre del 2025, in provincia di Bergamo risultano beneficiarie dell’Assegno d’inclusione (Adi) 3.160 famiglie, per un totale di circa 5.880 persone. L’importo medio mensile è pari a 615 euro e il territorio bergamasco rappresenta l’8 per cento del totale regionale dei percettori.
A giugno dello stesso anno, le famiglie beneficiarie erano 131 in più, con un aumento di 334 persone rispetto al dato di dicembre.
I confronti
A dicembre 2024, i nuclei percettori erano 2.899, per un totale di 5.353 persone. In un anno, quindi, l’utilizzo della misura è cresciuto del 9 per cento. Tuttavia, nel 2023 – ultimo anno del Reddito di cittadinanza – i nuclei coinvolti erano più del doppio, con quasi tre volte i componenti interessati.
Questi numeri emergono dalle elaborazioni della Cisl di Bergamo sul report pubblicato da parte dell’Inps, dove, secondo il sindacato, i nuclei interessati nel corso dell’anno scorso potrebbero essere stati almeno il 5 per cento in più rispetto a quelli registrati a dicembre.
Chi può accedere all’Adi e profilo dei beneficiari
L’Assegno di Inclusione è destinato ai nuclei con Isee fino a 10.140 euro che includono disabili, minori, over 60 o persone in condizioni di svantaggio certificato. Il richiedente è per lo più italiano (91 per cento) e in molti casi i beneficiari vivono soli: il 55 per cento tra gli over 60 e l’80 per cento tra chi è in svantaggio certificato. Nei nuclei con minori, spesso la famiglia è composta da tre persone o da un solo genitore con figlio.
L’Assegno d’inclusione per gli over 67
Dal report Inps emerge anche il dato relativo all’Adi 67, destinato agli ultra 67enni, in precedenza legati alla Pensione di cittadinanza. A dicembre, in provincia di Bergamo i nuclei percettori sono 602, per un totale di 709 persone e un importo medio mensile di 458 euro. Il dato medio di 1,18 componenti per nucleo indica che nella maggior parte dei casi si tratta di persone sole, evidenziando come la povertà economica sia spesso accompagnata anche da una fragilità relazionale.
Cisl: «Misura non universale, rischio di esclusione»
Secondo Candida Sonzogni, della segreteria provinciale della Cisl, l’Adi resta una misura che «manca di universalità» e rischia di non intercettare tutte le situazioni di fragilità. Nel 2023, ricorda, i nuclei percettori del Reddito di cittadinanza erano oltre 7.600, per 14.298 cittadini coinvolti: «Siamo sicuri che chi è in difficoltà si sia ridotto di oltre la metà?».
Tra il 2024 e il 2025 sono state prese in carico 789 persone inviate dai servizi sociali e attivabili al lavoro. Si tratta di circa il 6 per cento del totale delle persone coperte dalla misura, un dato che secondo la Cisl dimostra quanto nei nuclei beneficiari siano diffuse fragilità complesse.
Sostegno Formazione Lavoro
Il report Inps del 3 febbraio ha riportato anche i dati sul Sostegno Formazione Lavoro (Sfl), destinato ai cittadini tra 18 e 59 anni. In Lombardia nel 2025 risultano coinvolte 5.438 persone, mentre complessivamente sono 7.546 dalla sua introduzione nel settembre 2023. A Bergamo, secondo i dati dei Centri per l’impiego, nel biennio 2024-2025 sono state prese in carico 536 persone, con un incremento di quasi il 60 per cento tra 2024 e 2025.
I dati indicano che il Sfl è utilizzato soprattutto dalle donne (63 per cento), in particolare nella fascia 18-24 anni e tra gli over 50: «Sarà importante capire quante riescono a trasformare formazione e politiche attive in un lavoro stabile», conclude Sonzogni, sottolineando il tema della reale capacità del mercato del lavoro di assorbire l’occupazione femminile.