verso lo sciopero

È scontro con la società BGY, i sindacati minacciano di bloccare l'aeroporto di Orio

L'azienda, che è il braccio operativo per la movimentazione dello scalo, avrebbe minacciato di rivedere in maniera peggiorativa i contratti collettivi e aziendali attualmente in vigore

È scontro con la società BGY, i sindacati minacciano di bloccare l'aeroporto di Orio
Economia Bergamo, 26 Marzo 2021 ore 17:32

Volano gli stracci tra BGY International Services, braccio operativo per la movimentazione dell’aeroporto di Orio al Serio, e i sindacati di categoria (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo) che promettono di dare battaglia e minacciano uno sciopero che rischia di paralizzare lo scalo orobico.

La ragione del contendere? La decisione di BGY International Services, secondo i sindacalisti, di rivedere in maniera peggiorativa per i lavoratori, i contratti collettivi e aziendali attualmente in vigore. «La società ha mostrato reticenza e mancanza di volontà a risolvere ogni situazione – denunciano i segretari bergamaschi, a margine di un incontro che è naufragato lasciando in stallo la trattativa -. Ci hanno rimandato la richiesta di revisione contrattuale, lasciando ben pochi spazi alla mediazione».

L’azienda, nata nel 2017 dopo la scissione del ramo d’azienda di Sacbo, ha scritto alle rappresentanze sindacali dell’aeroporto che «data la situazione di difficoltà affrontata dall’intero settore per le perduranti conseguenze dell’emergenza sanitaria, siamo nella necessità di rivedere la contrattazione collettiva aziendale, nei contenuti e negli importi, in quanto del tutto inadeguata al contesto, attuale e prossimo».

Quindi, dal 1 luglio prossimo, potrebbe scattare il recesso dai contratti di secondo livello a tempo indeterminato, nonché la disdetta alla scadenza e il contestuale recesso dai contratti collettivi applicati in BGY International Services. La società ha anche comunicato di aver interrotto «ogni prassi aziendale di miglior favore di contenuto economico».

«Siamo consapevoli della situazione che sta attraversando il trasporto aereo, così come qualsiasi altro settore economico – sottolineano i segretari generale di Fit Cisl Antonio Scaini, di Uiltrasporti Giacomo Ricciardi e di Ugl Trasporto Aereo Ferruccio Fedeli -, ma il metodo non va bene. Ciò che ha spinto BGY a questa scelta non mediata è dettato dalla bassa competitività rispetto alla concorrenza, che loro voglio recuperare abbattendo il 20 per cento del costo del personale».