L’operazione finanziaria

Bosatelli compra quasi il doppio delle azioni Ubi vendute dalla sua famiglia

Operazione completata mercoledì 4 marzo e autorizzata dalla Consob

Bosatelli compra quasi il doppio delle azioni Ubi vendute dalla sua famiglia
Bergamo, 04 Marzo 2020 ore 19:41

Domenico Bosatelli fuga le polemiche legate alla notizia, resa nota il 24 febbraio, della cessione da parte della sua famiglia di 1,1 milioni di azioni Ubi, mossa che aveva fatto scendere la percentuale di capitale dell’istituto detenuto dal Car (patto di sindacato di cui il patron della Gewiss fa parte) dal 18% circa al 17,7%. In una nota informativa diffusa oggi, 4 marzo, il presidente di Polifin, in relazione all’Offerta Pubblica di Scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, ha infatti ritenuto opportuno «informare relativamente ai miei comportamenti, a salvaguardia della mia reputazione, e alla mia valutazione dell’operazione», si legge nella nota.

Come spiegato sotto, la Polifin ha acquisito due milioni di azioni, doppiando (quasi) la cessione di un milione e 100mila titoli da parte della famiglia Bosatelli, la cui partecipazione è stata alleggerita riducendo il numero dei familiari coinvolti, sceso da 5 a 3. Dopo tale operazione di riassetto, la Holding Polifin e la famiglia sono in possesso del 2,97% circa del capitale, a fronte del precedente 2,85%.

Ecco cosa ha scritto Domenico Bosatelli.

In merito alla partecipazione azionaria in UBI Banca a me riconducibile, è utile precisare che prima della decisione della Holding Polifin di investire sul titolo UBI per un quantitativo pari a 30.000.000 di azioni, già i componenti della mia famiglia avevano investito a titolo personale per un quantitativo complessivo pari a 3.100.000 titoli.

Con l’ingresso nel C.A.R. (Comitato Azionisti di Riferimento), per effetto delle regole esistenti, le azioni della Holding e della famiglia sono state aggregate, arrivando a sommare in totale 33.100.000 azioni, pari al 2,85% circa del capitale UBI, in capo a Polifin e famiglia Bosatelli, prima dell’Offerta Pubblica di Scambio.

Alla luce degli adempimenti gestionali previsti, la partecipazione della famiglia è stata alleggerita riducendo il numero dei familiari coinvolti (sceso da 5 a 3), con cessione delle relative azioni (1.100.000 titoli) e contemporaneamente, nei tempi tecnici previsti, Polifin ha acquistato 2.000.000 di azioni UBI. L’operazione è stata completata in data odierna.

Dopo tale operazione di riassetto della partecipazione, la Holding Polifin detiene ora 32.000.000 di azioni e la famiglia 2.000.000 di azioni UBI, per un numero complessivo di 34.000.000 di titoli, pari al 2,97% circa del capitale, al di sotto della soglia del 3% che comporterebbe ulteriori adempimenti.

Per quanto riguarda l’Offerta Pubblica di Scambio su UBI, ritengo sia per Intesa Sanpaolo un progetto razionale e positivo nei confronti delle aspettative del mercato, in quanto consolida la competitività della stessa e la sua leadership a livello internazionale, ma non è premiante per UBI che vedrebbe venir meno la propria realtà e la propria mission.

Ritengo inoltre l’offerta molto limitata rispetto ai veri valori tangibili e intangibili di UBI, il cui patrimonio reale supera i 7 miliardi di euro, anche se tale valore non è riconosciuto dalla Borsa in quanto i risultati, seppur buoni, non sono ritenuti sufficienti per la valorizzazione delle azioni.

Sono molto fiducioso sul piano industriale presentato di recente dall’Amministratore Delegato Dott. Massiah per gli ambiziosi obiettivi programmati che reputo fattibili e che soddisfano la mission di UBI di contribuire al sistema socio-economico territoriale a sostegno del mondo economico e della gestione del risparmio. Il piano è inoltre molto affidabile per la competenza, la determinazione e lo spirito di squadra di tutta la Governance della Banca, dalla Presidente e dall’Amministratore Delegato ai Consiglieri, ai Dirigenti e a tutti i collaboratori. Ritengo pertanto che, al raggiungimento degli obiettivi del piano, i titoli azionari saranno riconosciuti nei giusti valori e nella relativa remunerazione.

Sono particolarmente soddisfatto dell’appartenenza al C.A.R., un gruppo di azionisti di solidità finanziaria e, soprattutto, di competenza strategica ed economica, che faranno da piedistallo alla Governance di UBI, attraverso le periodiche consultazioni, al fine di raggiungere gli obiettivi pianificati.

Questa comunicazione, mio malgrado, si è resa necessaria per dare chiarezza alla realtà dei fatti e alla mia visione a medio-lungo termine di investimento nel capitale di UBI, con riferimento ad alcune pubblicazioni comparse sugli organi di stampa e riconducibili ad alcune insinuazioni palesemente tendenziose, distanti dalla realtà e prive di ogni fondamento etico.

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