Durante i primi mesi di quest’anno sono diminuite drasticamente le ore di cassa integrazione autorizzate a Bergamo e provincia. Lo dicono i dati resi noti dalla Uil Lombardia.
In particolare, sono state poco più di 8.1 milioni le ore autorizzate nel 2026, in calo del 32 per cento rispetto all’anno precedente. Ridotta ulteriormente anche la cassa integrazione straordinaria, scesa del 40,2 per cento rispetto al 2025.
Bergamo, attenzione alla tenuta del sistema produttivo
Per il territorio bergamasco il dato rappresenta un elemento da monitorare, soprattutto considerando il peso della manifattura e della filiera metalmeccanica nell’economia locale. A richiamare l’attenzione sulle ricadute occupazionali è Pasquale Papaianni, coordinatore UIL Lombardia, il quale ha sottolineato la necessità di non sottovalutare le trasformazioni in corso.
«A Bergamo il dato regionale deve tradursi in attenzione concreta per le imprese e per chi lavora. Il nostro territorio ha un sistema produttivo articolato, con una presenza importante nella manifattura e della filiera metalmeccanica: per questo non possiamo sottovalutare la crescita della Cassa integrazione straordinaria nella nostra regione».
Papaianni ha persino chiesto un monitoraggio puntuale delle situazioni aziendali, un confronto costante tra istituzioni e parti sociali e interventi capaci di prevenire le crisi: «La priorità – ha evidenziato – deve essere la salvaguardia dell’occupazione, insieme alla valorizzazione delle competenze e all’accompagnamento dei lavoratori nelle trasformazioni industriali».