Nella giornata odierna dalle ore 8 alle ore 10 si è svolta una protesta ai cancelli dello stabilimento della Reggiani Macchine Spa di Comun Nuovo. Il presidio è stato promosso da Fim Cisl e Fiom Cgil. Una grande partecipazione da parte dei lavoratori a testimonianza della forte preoccupazione cresciuta dopo la decisione dell’azienda, oggi controllata dall’americana Efi, di avviare la procedura di licenziamento per 13 impiegati.
A chi appartiene attualmente l’azienda
La Reggiani Macchine Spa appartiene al gruppo Efi (Elecronics for imaging) che è una multinazionale statunitense. Martedì 10 febbraio questo gruppo ha acceso il confronto sindacale, e creato una nuova tensione sul fronte del lavoro in Bergamasca, quando ha annunciato una ristrutturazione interna nella quale ha avviato una procedura di licenziamento collettivo, che potrebbe coinvolgere fino a tredici lavoratori su un totale di 151 dipendenti dello stabilimento.
Purtroppo mercoledì 11 febbraio non c’è stato alcun passo indietro da parte del gruppo Efi, e i vertici aziendali lo hanno ribadito durante l’incontro con le rappresentanze sindacali andato in scena nella sede di Confindustria Bergamo. A seguito di quella decisione è stato proclamato lo sciopero – dopo quello già verificatosi il 30 gennaio – che ha visto un presidio davanti ai cancelli dell’azienda questa mattina dove i lavoratori della Reggiani Macchine Spa hanno incrociato le braccia protestando contro la decisione di procedere con i tagli annunciati.
Richiesta di ritiro della vertenza di mobilità

La fabbrica, che produce macchine per l’industria tessile, occupa attualmente circa 151 lavoratori e ha denunciato negli ultimi tempi un calo degli ordini e del fatturato: «Siamo soddisfatti dell’ottima adesione dei lavoratori al presidio di oggi – ha riferito Livio Salvioni, della Fim Cisl di Bergamo -. Unitariamente, il sindacato richiede che l’azienda ripensi le proprie politiche future sia a livello occupazionale sia di investimenti per un piano industriale solido. Chiediamo che la vertenza di mobilità venga ritirata e si usino gli opportuni ammortizzatori sociali eventualmente affiancati a uscite volontarie incentivate».
La nota dell’azienda
A seguito della mobilitazione, la Reggiani Macchine Spa ha inviato alla nostra Redazione una nota stampa in merito alla decisione «di allineare il proprio modello operativo e di business di fronte alle difficoltà strutturali del mercato». La riportiamo di seguito, integralmente:
«Il management di Reggiani Macchine comunica di aver preso parte nei giorni scorsi alla riunione con le organizzazioni sindacali che si è tenuta presso la sede Confindustria Bergamo. Durante l’incontro, la società ha avuto modo di ribadire nuovamente le motivazioni che hanno portato alla decisione di allineare il proprio modello operativo e di business alle difficoltà strutturali del mercato.
Negli ultimi anni, infatti, il settore meccanotessile in Italia è stato investito da una crisi strutturale caratterizzata da una riduzione dei volumi di produzione e vendita legata all’inasprirsi dello scenario competitivo e ad una crescente pressione sui prezzi.
Questo trend si è confermato anche nel 2025, con un terzo trimestre in cui la domanda di macchinari ha registrato una contrazione particolarmente significativa, come testimoniato dalla raccolta ordini dei costruttori italiani, diminuita del 16% rispetto al medesimo periodo 2024.
Per queste motivazioni si tratta di un’operazione necessaria e non più procrastinabile che permetterà a Reggiani Macchine di mantenere un posizionamento competitivo nel medio-lungo periodo e di continuare a fornire ai clienti prodotti di alta qualità – salvaguardando l’esistente capacità, il know-how e il valore delle produzioni “made in Italy” – in un fragile scenario globale caratterizzato da cambiamenti strutturali significativi, legati alla forte pressione sui prezzi determinata dall’ingresso di player di matrice asiatica.
In questo contesto, l’azienda ha sottolineato che prima di giungere a questa inevitabile decisione ha preso in considerazione tutte le alternative percorribili, ma un’approfondita analisi ha confermato che l’unica opzione praticabile è, purtroppo, l’apertura di una procedura di mobilità al fine di garantire la sostenibilità futura della società.
Infine, Reggiani Macchine ha confermato la propria piena disponibilità a portare avanti il dialogo con le organizzazioni sindacali, nel pieno rispetto delle procedure di legge, al fine di identificare le migliori soluzioni volte a contenere il più possibile l’impatto sociale di questa decisione».