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Crisi della Cam, trovato l’accordo: incentivazione all’uscita più alta per i lavoratori di Grumello e Telgate

Epilogo «amaro e con forti preoccupazioni per il futuro» di un percorso avviato in primavera, che prevede 57 uscite

Crisi della Cam, trovato l’accordo: incentivazione all’uscita più alta per i lavoratori di Grumello e Telgate

Accordo raggiunto tra sindacati e Cam per un’incentivazione all’uscita più alta di quella inizialmente prospettata dalla fabbrica di Grumello e Telgate. È l’epilogo «amaro e con forti preoccupazioni per il futuro» del percorso avviato dall’azienda, storica realtà dei prodotti per l’infanzia, la scorsa primavera, dopo l’esaurimento degli ammortizzatori sociali ordinari, che ha portato all’esodo volontario incentivato per una trentina di lavoratori, a cui aveva seguito a settembre la chiusura del reparto stampaggio.

Sul finire dell’anno, infine, Cam ha dichiarato ulteriori 57 esuberi, oggetto delle ultime discussioni e iniziative di agitazione sindacale (tra cui uno sciopero e presidio lo scorso dicembre, dall’ampia partecipazione), che ha cercato di trovare una definizione condivisa a questa vicenda.

Cinquantasette fuoriuscite, venticinque rimarranno in azienda

In questi giorni, la Rsu aziendale, Fim Cisl e Uilm Uil, con il mandato unanime dei lavoratori riuniti in assemblea, hanno stretto l’accordo per l’incentivazione economica delle fuoriuscite che verranno inizialmente gestite su base volontaria nella prima fase (da metà febbraio) e successivamente gradualmente fino a luglio seguiranno i criteri di legge (anzianità di servizio, carichi familiari, ecc). Nel frattempo, l’attività aziendale continuerà. L’accordo prevede 57 fuoriuscite, mentre circa 25 persone rimarranno in azienda.

«Questa vicenda si conclude con un forte rammarico – dice Vincenzo Zammito, della Fim Cisl di Bergamo -. Giungere a un numero così significativo di licenziamenti non può certo lasciarci sereni, anche perché questo territorio difficilmente potrà assorbire cifre così importanti di lavoratori, dal momento che altre aziende del territorio al momento fanno i conti con il ridimensionamento dei volumi produttivi e con l’incertezza».

«Cercheremo le migliori sinergie con enti e aziende del territorio per avviare percorsi di reinserimento per il numero massimo di lavoratori – conclude -. Intanto, speriamo che almeno questo sacrificio serva alla Cam per continuare un’attività storica e che possa riprendere ruolo e volume occupazionale nel prossimo futuro».