Economia
Botta e risposta

«Dittatura sindacale? Abbiamo l'84% dei voti»: Fiom Cgl risponde alla polemica di Fim Cisl

Sberle tra sindacati in merito al rinnovo dell'integrativo alla Same di Treviglio. «Sono considerazioni inaccettabili»

«Dittatura sindacale? Abbiamo l'84% dei voti»: Fiom Cgl risponde alla polemica di Fim Cisl
Economia 26 Luglio 2022 ore 09:15

«La presa di posizione della Fim Cisl di Bergamo, oltre che a essere pessima nei toni utilizzati, ci appare come una inutile provocazione. Il tentativo di acquisire visibilità senza entrare nel merito della questione». Fiom Cgil risponde così alla polemica di Fim Cisl, che in merito al rinnovo dell'integrativo alla Same – multinazionale di Treviglio nel settore della metalmeccanica – aveva accusato Fiom Cgil di «dittatura sindacale», nonché di essere «in combutta con l'azienda».

Considerazioni che la Fiom Cgil definisce «inaccettabili», considerando che «a differenza di altri, per noi il voto delle lavoratrici e dei lavoratori è sempre vincolante per la firma definitiva degli accordi». Una consultazione dei lavoratori sarebbe avvenuta anche in Same, «con un consenso sull'ipotesi di accordo» che tra i votanti avrebbe superato il 90%, con un voto aperto a tutti.

Alle elezioni della Rsu, rimarca il sindacato nel suo comunicato, la Fiom ha ottenuto oltre l'84% dei consensi, eleggendo 18 delegati su 22: «spingersi a definire “misera mancia salariale” un accordo che, a regime, porta ai lavoratori Same incrementi consistenti e per la maggior parte non legati a indicatori variabili – prosegue Fiom Cgil – significa o non conoscere i contenuti dell’intesa presentata nelle assemblee, oppure non avere un quadro complessivo della contrattazione nel nostro territorio».

«Come Fiom Bergamo – conclude il sindacato – abbiamo sempre operato con la convinzione che l’unità sindacale sia da ricercare fino all’ultimo: attacchi gratuiti alla Fiom, per giunta con queste modalità, rischiano di rendere questo esercizio più complicato. Per il bene dei lavoratori ci auguriamo che questa dichiarazione rappresenti uno spiacevole scivolone, e che non si ripeta in futuro».

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