Misure dagli esiti incerti

Federconsumatori Bergamo sul Decreto Bollette: «Misure insufficienti, pochi benefici reali per le famiglie»

«Guardando nel merito, i benefici per i consumatori sono pochi e mal distribuiti. Rispetto al bonus del 2025 si tratta di un netto passo indietro»

Federconsumatori Bergamo sul Decreto Bollette: «Misure insufficienti, pochi benefici reali per le famiglie»

A Bergamo, il Decreto Bollette approvato dal Governo non convince e rischia di avere un impatto molto limitato sulle tasche delle famiglie. Si sta parlando del giudizio espresso da Federconsumatori Bergamo, che ha rilanciato anche a livello locale le criticità già evidenziate sul piano nazionale.

Critiche sui benefici reali

Secondo Christian Perria, presidente dell’associazione, la presentazione del provvedimento sarebbe stata accompagnata da toni enfatici che purtroppo non troverebbero riscontro nei contenuti effettivi: «Guardando nel merito – spiega – i benefici per i consumatori sono pochi e mal distribuiti. Per molte famiglie della Bergamasca l’impatto sulle bollette è praticamente impercettibile».

La valutazione nasce dall’analisi delle misure concrete contenute all’interno del decreto, giudicate poi insufficienti rispetto all’aumento dei costi energetici che continua a gravare sui bilanci domestici.

Bonus ridimensionato rispetto al passato

Tra i punti più contestati c’è il ridimensionamento del bonus straordinario per gli utenti domestici. Il contributo scende infatti a 115 euro e la soglia Isee per accedervi viene abbassata a 9.796 euro.

«Rispetto al bonus del 2025, che arrivava a 200 euro per chi aveva un Isee fino a 25 mila euro, si tratta di un netto passo indietro – prosegue Perria. – In questo modo si restringe drasticamente la platea dei beneficiari, escludendo molte famiglie che oggi faticano comunque a far fronte ai costi dell’energia».

Secondo l’associazione, la nuova impostazione rischia di lasciare fuori una fascia ampia di cittadini che, pur non rientrando nei parametri più stringenti, si trovano comunque in difficoltà.

Il secondo bonus facoltativo

Il decreto introduce inoltre un secondo bonus, di natura facoltativa, affidato alla discrezione dei fornitori di energia elettrica. La misura è rivolta ai clienti con Isee fino a 25 mila euro e consumi annui inferiori a 3 MWh. In cambio, alle aziende verrebbe rilasciata un’attestazione utilizzabile a fini commerciali.

«È una misura debole e ambigua – osserva Perria. – Non ci sono garanzie reali per i consumatori e ci chiediamo che senso abbia premiare un fornitore senza legare questo riconoscimento al rispetto complessivo dei diritti degli utenti, a partire dai prezzi applicati o dalle pratiche commerciali, come il telemarketing aggressivo che continua a creare problemi anche sul nostro territorio».

Interventi sul prezzo del gas

Sul fronte del gas, il decreto prevede interventi per ridurre il divario tra il prezzo indicizzato al Ttf di Amsterdam e quello legato al Psv italiano, attualmente più elevato.

«Si tratta però di misure dagli esiti incerti – conclude Perria. – Il presunto vantaggio per gli utenti dipende da una possibile riduzione del prezzo della materia prima, che resta aleatoria e volatile, mentre sulle famiglie continueranno a pesare altri costi. Il rischio è che anche questa volta si parli di aiuti, ma in bolletta cambi ben poco».