Controllo giudiziario

Food delivery, dopo Glovo anche Deliveroo nel mirino. Nidil Bergamo: «Il problema è il modello»

In provincia, oltre il 75% dei rider lavora proprio per questo operatore: un centinaio ne fanno la principale fonte di reddito. Ma le retribuzioni sono molto basse

Food delivery, dopo Glovo anche Deliveroo nel mirino. Nidil Bergamo: «Il problema è il modello»

È passato meno di un mese dal provvedimento su Foodinho-Glovo che anche Deliveroo Italia finisce sotto controllo giudiziario per sfruttamento del lavoro. Dopo l’intervento del 9 febbraio, la Procura di Milano torna a colpire uno dei principali operatori del settore, parlando di una situazione “urgente da interrompere”, con retribuzioni sotto la soglia di povertà. Secondo gli inquirenti, i rider sarebbero gestiti come dipendenti attraverso l’algoritmo, configurando un sistema di etero-organizzazione che nasconde un vero e proprio lavoro subordinato.

Il 75% dei rider lavora per Deliveroo

Una situazione che tocca da vicino Bergamo. In provincia, oltre il 75% dei rider lavora proprio per Deliveroo. I lavoratori che hanno nel food delivery la principale fonte di reddito sono circa un centinaio, a cui si aggiungono quelli che lo fanno in modo saltuario o come secondo lavoro. Le retribuzioni restano molto basse: sotto i 4 euro a consegna.

Modello iniquo

«Quello che sta emergendo dalle inchieste di Milano conferma quello che denunciamo da tempo: il problema non è una singola azienda, ma un intero modello fondato sul cottimo e sullo scarico dei rischi sui lavoratori», commenta Ayman Bourrai, Nidil Cgil Bergamo. «Anche a Bergamo vediamo salari non dignitosi e un uso improprio del lavoro autonomo che priva i lavoratori di ogni garanzia. Parliamo di compensi che non garantiscono un’esistenza libera e dignitosa e di un sistema che colpisce in modo particolare i lavoratori più fragili, spesso migranti».

«Il fatto che anche Deliveroo sia finita sotto controllo giudiziario, subito dopo Glovo, dimostra che non siamo di fronte a casi isolati ma a un problema strutturale – conclude Bourrai -. È per questo che diciamo che va superato il modello attuale: occorre eliminare i falsi contratti da lavoro autonomo e garantire una volta per tutte compensi dignitosi, salute e sicurezza reali».