Martedì 7 aprile

Forti preoccupazioni per il futuro: le dipendenti di Giochi Preziosi scioperano in via XX Settembre

Presidio di un'ora e mezza di fronte al punto vendita al civico 58, che sarebbe ormai prossimo alla chiusura definitiva

Forti preoccupazioni per il futuro: le dipendenti di Giochi Preziosi scioperano in via XX Settembre

Scioperi e presidi anche a Bergamo dei dipendenti del Gruppo Giochi Preziosi: in città, lo stato di agitazione è in programma per martedì 7 aprile in via XX settembre, dove si trova un punto vendita della catena che, come avevamo riportato qualche mese fa, sarebbe prossimo alla chiusura.

Presidio di fronte al negozio

A proclamare lo stato di agitazione unitario sono le organizzazioni sindacali nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, per denunciare l’assenza di un piano industriale credibile e la prosecuzione di riorganizzazioni che minacciano l’occupazione. A Bergamo, la mobilitazione si traduce in una giornata di sciopero che coinvolgerà le addette del negozio di via XX settembre 58, aperto nell’ottobre 2023.

Le lavoratrici del punti vendita cittadino manifesteranno con un presidio davanti al negozio dalle 9.30 alle 11. Al centro della protesta ci sono le forti preoccupazioni per il ridimensionamento della rete di vendita (hanno infatti già chiuso le sedi di Milano, Verona, Padova, Livorno e Marcianise) e la mancanza di impegni precisi da parte del Gruppo sulla salvaguardia dei posti di lavoro.

Nicholas Pezzè, segretario della Filcams Cgil di Bergamo, sottolinea la gravità della situazione locale: «Siamo preoccupati per la chiusura dello store e per le prospettive occupazionali delle 10 dipendenti, che da circa un mese e mezzo vivono una situazione incerta. Il negozio è semivuoto, la pressione per il futuro è elevatissima, la tensione è alta e l’azienda non parla. Con questo sciopero chiediamo risposte».

La vertenza bergamasca si inserisce in un quadro nazionale segnato dal ricorso agli ammortizzatori sociali e da una gestione aziendale che i sindacati definiscono priva di un assetto verificabile. Le sigle sindacali ribadiscono che la tutela del reddito non può essere slegata da quella dei posti di lavoro e chiedono l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per monitorare la crisi del Gruppo.