La chiamano “soglia psicologica”. Si tratta di un valore limite che cambia la percezione e la reazione delle persone davanti a una data situazione. Ecco, l’inflazione nella nostra provincia ha – negli ultimi dati Istat – superato la soglia psicologica dei mille euro a famiglia.
Significa che, mediamente, in Bergamasca oggi spendiamo oltre mille euro in più rispetto a un anno esatto fa. E questo soltanto per… vivere. Per la precisione, si parla di 1.229 euro medi in più.
A dirlo è l’Unione nazionale consumatori, che ha stilato l’ormai tradizionale classifica delle città più care d’Italia in termini di aumento del costo della vita sulla base dei dati territoriali di settembre. Bergamo si piazza al dodicesimo posto complessivo, al pari di Pavia e appena dietro a Roma, con un +4,1 per cento. In soldoni – letteralmente – significa appunto 1.229 euro di spesa aggiuntiva media annua per famiglia. Un mese fa, sulla base dei dati dell’inflazione di agosto, ci si era fermati a 959 euro in più.

Uno stipendio “bruciato”
Peggio della nostra città, in Lombardia, fa solo Como (+4,4 per cento, 1.331 euro). Il dato nazionale parla di un’inflazione del 4,2 per cento, con un aumento di spesa annua per famiglia calcolato in 1.061 euro. Anche rispetto al dato regionale siamo messi peggio: in Lombardia, infatti, il tasso d’inflazione si ferma al 3,9 per cento, ovvero 1.141 euro in più all’anno per famiglia.
Il dato è allarmante. Significa che per tantissime persone uno stipendio di quest’anno viene “bruciato” dagli aumenti del costo della vita (…)