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Il destino dell'Icar di Villa d'Adda appeso a un filo: negato il commisariamento

Il tribunale di Milano ha rifiutato la domanda di amministrazione straordinaria in virtù di un numero di dipendenti inferiore ai 200 lavoratori

Il destino dell'Icar di Villa d'Adda appeso a un filo: negato il commisariamento
Economia Ponte San Pietro e Isola, 05 Febbraio 2021 ore 16:01

La crisi della Icar spa, con sede sia a Villa d’Adda sia a Monza, non sarà gestita dal alcun commissario. Questo perché il tribunale di Milano ha rifiutato la domanda di amministrazione straordinaria in virtù di un numero di dipendenti inferiore ai 200 lavoratori.

«Siamo rimasti di sasso per questa decisione – sottolinea Moreno Businaro, di Femca Cisl di Bergamo -. Adesso il destino di questa azienda è attaccato a un filo e il rischio di un fallimento è altissimo. I dipendenti aspettano ancora la retribuzione di novembre e la loro tredicesima. L’impresa tenterà in extremis un’ulteriore procedura o una vendita, sperando di non dovere arrivare al fallimento vero e proprio».

Con una nota diffusa dai sindacati è stato comunicato che la decisione del tribunale non è stata condivisa dal liquidatore, che ha convocato i rappresentati sindacali con l’intenzione di comunicare le proposte che saranno portate avanti in futuro. Dal canto suo, l’azienda si è attivata presso le società che in passato hanno mostrato interesse per l’operazione, per verificare nei prossimi giorni se è possibile il concretizzarsi di tale interessamento.

Martedì (9 febbraio) le organizzazioni sindacali coinvolte si incontreranno nuovamente con i rappresentanti aziendali per conoscere eventuali sviluppi, mentre sono state convocate per l’11 febbraio le assemblee dei lavoratori.

Questi, a margine dell’incontro tra sindacati e liquidatore, dovranno decidere eventuali iniziative «per riportare l’azienda – si legge in una nota - alle proprie responsabilità e a sostegno di un percorso per la salvaguardia del patrimonio di una fabbrica storica del territorio». La richiesta è quella di «trovare velocemente un percorso che tuteli l’occupazione e il reddito dei lavoratori, per scongiurare il precipitare di una vertenza già complessa».