Di "Milano Finanza"

La classifica 2026 dei Paperoni della Borsa: ecco chi sono i bergamaschi più ricchi

La famiglia Rocca, quella di Tenaris, è al secondo posto assoluto (15,2 miliardi). Presenti anche Alberto Bombassei e la famiglia Pesenti

La classifica 2026 dei Paperoni della Borsa: ecco chi sono i bergamaschi più ricchi

Foto in apertura: Paolo Rocca, presidente Tenaris

È stata pubblicata oggi (venerdì 14 agosto) la tradizionale classifica elaborata da MF-Milano Finanza che fotografa i patrimoni azionari alle quotazioni del 7 agosto 2026. Una graduatoria dei “Paperoni” della Borsa nostrana. E nella quale ci sono diversi bergamaschi.

Sopra tutti ci sono i Rocca

Soffermandoci sulla nostra provincia, a svettare è – come sempre – la famiglia Rocca, quella della Tenaris di Dalmine per intenderci. Il suo patrimonio tocca quota 15,2 miliardi, che vale il secondo posto della classifica dietro soltanto agli eredi di Leonardo Del Vecchio. Milano Finanza spiega che la famiglia Rocca consolida la seconda posizione proprio grazie alla corsa di Tenaris. La ricchezza azionaria, rispetto al 2025, cresce del 54 per cento, con oltre 5,3 miliardi guadagnati in appena dodici mesi.

Gli altri “bergamaschi”

Decisamente staccato, per la precisione al 29° posto, ecco Alberto Bombassei, fondatore e patron di Brembo. Rispetto all’anno scorso perde tre posizioni, ma il suo patrimonio azionario in realtà è cresciuto del 22,77 per cento in dodici mesi e attualmente ha toccato quota 1,8 miliardi circa.

Al 57° ecco invece la famiglia Pesenti con Italmobiliare (ex proprietaria di Italcementi). Rispetto a un anno fa sono undici le posizioni perse in graduatoria e anche il suo patrimonio segna un leggero segno meno: -4,47 per cento. Il patrimonio azionario è pari a 539,4 milioni di euro.

Remo Ruffini non è bergamasco, ma recentemente il patron di Moncler, attraverso la holding di famiglia Ou(r) Group, ha acquistato una quota del 40 per cento del capitale del gruppo Da Vittorio della famiglia Cerea. Dunque ha senso citarlo: nella graduatoria di Milano Finanza è 27°, sei posizioni sotto rispetto a dove si trovava nel 2025, ma comunque con una crescita percentuale del 3,31 per cento. Il suo patrimonio è stimato in quasi 2 miliardi di euro.

Vola la tecnologia. E la ricchezza dello Stato

Per il resto, la testata finanziaria sottolinea come sia la tecnologia l’assoluta protagonista della classifica di quest’anno, con molte realtà che hanno fatto irruzione ai vertici della ricchezza italiana rompendo gli equilibri delle storiche dinastie del capitalismo nazionale. Un esempio? I Crippa, azionisti di Technoprobe, che balzano dal sedicesimo al quarto posto con 10,4 miliardi di euro, quasi quattro volte i 2,6 miliardi di un anno fa. E la quotazione al Nasdaq di Bending Spoons proietta direttamente nella graduatoria quattro nuovi multimiliardari italiani (Luca Ferrari, Matteo Danieli, Luca Querella e Francesco Patarnello).

Sopra tutti continua però a esserci un Paperone fuori classifica: lo Stato italiano. Il valore delle partecipazioni pubbliche censite da Milano Finanza passa dagli 81,5 miliardi del 2025 a 111,1 miliardi, con un incremento di oltre 29,5 miliardi, pari al 36,2 per cento. Il ministero dell’Economia dispone direttamente di partecipazioni per 55,5 miliardi, mentre quelle di Cassa depositi e prestiti valgono 54,7 miliardi. Il patrimonio pubblico è ormai due volte e mezzo quello del primo Paperone privato.

Milano e Brescia brindano con A2A (Bergamo no…)

Infine, un focus sulle partecipazioni degli enti locali, che valgono complessivamente 10,97 miliardi, il 4 per cento in più rispetto al 2025. Roma Capitale resta il Comune più ricco, con una quota in Acea da 2,33 miliardi. Milano e Brescia seguono con 1,82 miliardi ciascuna. Merito delle quote paritetiche (25 per cento più un’azione) detenute nel capitale di A2A, società di cui anche il Comune di Bergamo detiene delle quote, ma in numero decisamente non paragonabile a quello degli altri due Comuni, infatti non rientra in questa classifica. Peccato.