Saldo positivo

La provincia di Bergamo quinta in Italia per export, ma alla fine del 2025 sono emerse nuove criticità

Nonostante il rallentamento negli ultimi mesi, la nostra terra si conferma tra le migliori d'Italia, dietro a Milano, Firenze, Torino e Vicenza

La provincia di Bergamo quinta in Italia per export, ma alla fine del 2025 sono emerse nuove criticità

L’anno appena passato è terminato con un segno positivo per l’export che riguarda la provincia di Bergamo, ma l’ultimo scorcio dell’anno evidenzia segnali di rallentamento e nuove incognite sullo scenario internazionale. A pesare sul futuro delle esportazioni territoriali sono in particolare le incertezze legate ai dazi statunitensi e l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, col rischio di un aumento dei costi energetici per le imprese.

Il quarto trimestre chiude in calo

Nel quarto trimestre dell’anno il valore delle esportazioni bergamasche ha raggiunto i 5,3 miliardi di euro, registrando una flessione dell’1,4 per cento su base annua. Un dato in controtendenza rispetto all’andamento regionale e nazionale: nello stesso periodo la Lombardia cresce dell’1,9 per cento e l’Italia del 2,5 per cento.

Le importazioni si sono attestate a 3,328 miliardi di euro, in lieve aumento (+0,9 per cento), mentre il saldo commerciale resta positivo per 1,972 miliardi, ma in calo rispetto ai 2,076 miliardi dello stesso trimestre del 2024.

I settori dell’export

Tra i principali comparti dell’export provinciale emergono dinamiche differenti. Nell’ambito del calo ci sono macchinari 1,369 miliardi (-1,8 per cento), prodotti chimici 786 milioni (-8,1 per cento), metalli di base 634 milioni (-8,4 per cento), tessile e abbigliamento 225 milioni (-9,4 per cento).

Invece guardano l’aumento ci sono invece mezzi di trasporto 548 milioni (+11,8 per cento), alimentari 378 milioni (+10 per cento), apparecchi elettrici 372 milioni (+1,8 per cento), gomma e materie plastiche 430 milioni (+0,6 per cento).

I mercati esteri

Dal punto di vista geografico, nel trimestre si registra un calo dello 0,9 per cento verso l’area Ue e un -2 per cento verso i Paesi extra Ue. Tra questi ultimi spicca però il contributo positivo del Medio Oriente, mentre il calo più marcato arriva dai Paesi europei non appartenenti all’Unione.

Tra i principali partner commerciali della provincia, crescono Cina e Spagna, mentre le flessioni più consistenti riguardano Regno Unito, Svizzera e Paesi Bassi.

Il bilancio dell’intero 2025

Nel complesso del 2025 le esportazioni bergamasche raggiungono 20,9 miliardi di euro, con una crescita dell’1,1 per cento rispetto all’anno precedente. Un aumento più contenuto rispetto alla Lombardia (+1,8 per cento) e all’Italia (+3,3 per cento).

Le importazioni si attestano a 13,671 miliardi di euro (+1,7 per cento), mentre il saldo commerciale resta ampiamente positivo con 7,25 miliardi, sostanzialmente in linea con il 2024.

I comparti trainanti nell’anno

Nel bilancio annuale spiccano macchinari 5,103 miliardi (+1,9 per cento), mezzi di trasporto 2,129 miliardi (+5,1 per cento) e alimentari 1,488 miliardi (+11,4 per cento).

In flessione invece ci sono prodotti chimici (-3,7 per cento), metalli di base (-1,4 per cento), gomma e materie plastiche (-1,7 per cento) e infine tessile e abbigliamento (-2,3 per cento).

Le destinazioni dell’export

Nel 2025 l’export cresce sia verso i Paesi dell’Unione Europea (+1 per cento) sia verso quelli extra Ue (+1,2 per cento). Tra le aree più dinamiche si distinguono Medio Oriente, Africa settentrionale e Asia centrale. Al contrario, i contributi negativi arrivano soprattutto da America centro-meridionale, Paesi europei non Ue e America settentrionale.

Tra i primi partner commerciali si segnalano i forti aumenti verso Cina (+16,5 per cento), Spagna (+3,5 per cento), Germania (+1,5 per cento) e Stati Uniti (+1,4 per cento). In calo invece Svizzera (-8,4 per cento), Austria (-5,8 per cento), Paesi Bassi (-1,7 per cento) e Polonia (-1,6 per cento).

Zambonelli: «Segnali positivi ma cresce l’incertezza»

«Il 2025 si è chiuso positivamente per le esportazioni bergamasche, registrando un discreto aumento in valore – commenta il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Zambonelli -. Tuttavia le variazioni trimestrali hanno mostrato un’ampiezza progressivamente decrescente, fino a scivolare in territorio negativo nell’ultimo periodo dell’anno». Nonostante il rallentamento, Bergamo si conferma quinta provincia italiana per export, dietro Milano, Firenze, Torino e Vicenza.

Sul fronte internazionale restano però diverse incognite: «La recente sentenza della Corte Suprema sui dazi americani – prosegue Zambonelli – introduce nuovi sviluppi in una vicenda ancora complessa, lasciando le imprese esportatrici in attesa di un quadro normativo definitivo».

A preoccupare è anche la situazione geopolitica: «L’escalation del conflitto in Iran coinvolge un’area strategica come il Medio Oriente, dove il nostro export aveva ottenuto risultati molto positivi nel 2025. Il conseguente aumento dei prezzi delle materie prime energetiche rischia ora di ridurre la competitività del Made in Italy sui mercati globali, a causa dell’inevitabile crescita dei costi di produzione».