La guerra costa cara

L’allarme di Adiconsum: «Tra un mese costerà tutto più caro, dai generi alimentari a molti beni e servizi»

Il conflitto in Medio Oriente e lo stop estrattivo del Qatar fanno schizzare alle stelle i costi energetici. A rischio famiglie con mutui

L’allarme di Adiconsum: «Tra un mese costerà tutto più caro, dai generi alimentari a molti beni e servizi»

Anche in Bergamasca, gli effetti della guerra in Medio Oriente e della chiusura delle Stretto di Hormuz si fanno sentire: i rincari di energia e gas, così come dei carburanti, rischiano di far schizzare alle stelle, nel giro di poco tempo, il prezzo di numerosi beni di consumo.

A lanciare l’allarme è oggi (martedì 31 marzo) in una nota Adiconsum Bergamo, che spiega come al blocco di un passaggio strategico, per un quinto della commodity energetica globale, si va combinando anche lo stop estrattivo del Qatar. Il Paese arabo, infatti, è tra i principali fornitori dell’Italia di gas liquefatto.

Probabile aumento di quasi tutti i beni

Come sottolineato dalla presidente Mina Busi, in trenta giorni il rischio è che aumentino in modo significativo bollette di elettricità e riscaldamento, ma anche il costo dei generi alimentari e di buona parte dei prodotti e servizi.

«L’aumento del prezzo dei carburanti l’abbiamo sentito subito, ma già dal prossimo mese pagheremo le bollette più care – ha dichiarato Busi -. Il rincaro di carburanti e bollette trascinerà al rialzo i prezzi di ogni bene di consumo: dal pane che cuoce nei forni, alla frutta che arriva nei mercati su camion. Il quadro preoccupa per diversi motivi, primo tra tutti la difficoltà ad intravedere la soluzione del conflitto. Abbiamo ricevuto segnalazioni dai nostri associati per il balzo dei carburanti».

Chiesto taglio strutturale delle accise

Proprio per il quadro drastico, Adiconsum insieme alle altre associazioni ha scritto una lettera al Governo, chiedendo che le misure temporanee per le accise diventino invece strutturali. «Ma il taglio delle accise, previsto dal decreto legge del 18 marzo, di 22,4 centesimi non è stato applicato correttamente alla pompa nelle diverse regioni e nella nostra provincia. Comunque durerà solo altri sette giorni».

I costi dei carburanti, nello Stivale, a fine mese mostrano una parziale discesa grazie al taglio delle accise (circa 25 centesimi al litro), portando la benzina self intorno a 1,73 euro al litro. Il gasolio resta caro, spesso sopra i 2 euro al litro, specialmente in autostrada. Nonostante il decreto, l’impatto sul caro vita resta significativo: non si sa, infatti, quanto potrà durare il conflitto, ma è certo che le quotazioni di benzina e gasolio rimarranno elevate finché nella zona i produttori non potranno riprendere la loro normale routine di estrazione dell’oro nero dai pozzi.

Con l’inflazione a rischio famiglie con mutui

Il balzo dei petroliferi, secondo le stime di Adiconsum, produrrà un aumento dell’inflazione già a marzo, dopo il +1,6 per cento di febbraio, mese precedente allo scoppio della guerra, ma secondo alcune proiezioni fino al +4 per cento su base annua.

«La situazione emergenziale in corso produrrà, come sempre, anche conseguenze speculative, con preoccupanti effetti domino sul costo della vita – ha concluso la presidente Adiconsum -. L’inflazione in procinto di rialzare la testa avrà ripercussioni anche sulla situazione di molte famiglie esposte con mutui, soprattutto se a tasso variabile».

I tassi richiesti dagli istituti di credito in Italia restano più elevati che nel resto d’Europa, con un aumento medio del +3,6 per cento solo nell’ultimo anno. Va peggio a chi chiede aiuto alla banca per comprare l’auto o permettersi cure sanitarie: l’interesse sul credito al consumo era dell’8,33 per cento, al di sopra della media europea del 7,16 per cento.